Il protagonista rivelazione dopo Signorini: ecco chi conquista il pubblico ora
Il recente episodio del format “Falsissimo” di Fabrizio Corona, pubblicato sul suo canale YouTube, è stato oscurato in Italia in seguito a un’ingiunzione del Tribunale. Corona ha immediatamente parlato di censura, ma la motivazione legale dietro il blocco riguarda un divieto specifico imposto dal giudice: l’ex re dei paparazzi non poteva diffamare Alfonso Signorini nei suoi video. Questo provvedimento è stato emesso proprio per tutelare la reputazione del conduttore televisivo contro contenuti giudicati offensivi e privi di fondamento.
Il motivo del blocco e le conseguenze legali per Fabrizio Corona
Il video intitolato “Falsissimo Ep 22 – La Resa Dei Conti” è stato rimosso a seguito dell’ingiunzione del tribunale, che ha specificatamente vietato a Corona di pubblicare contenuti diffamatori nei confronti di Alfonso Signorini. Non si tratta quindi di una semplice censura ma di un atto giudiziario legittimo volto a impedire la diffusione di materiale illegale.
Nonostante questa inibitoria, Fabrizio Corona ha comunque continuato a pubblicare contenuti riguardanti il conduttore Mediaset. Il 3 febbraio, ha pubblicato una versione dell’episodio di “Falsissimo”, eliminando però tutte le immagini di proprietà Mediaset, rimosse per violazione di copyright. Il successivo 3 marzo ha caricato un’intervista a un ragazzo napoletano che lo ha accusato di violenza e tentata estorsione, denunciando ufficialmente Alfonso Signorini.
Per il Tribunale queste azioni hanno rappresentato una palese violazione del divieto imposto, tanto che nei confronti di Corona è stata avviata una denuncia per il reato di mancata esecuzione dolosa di un provvedimento giudiziario, un’accusa grave che potrebbe aggravare la sua posizione legale. Il giudice ha osservato nel provvedimento: “Ha inequivocabilmente dimostrato non soltanto il rifiuto plateale di ottemperare all’ordine, ma anche una certa compiacenza nel suo comportamento illecito” (fonte: Tribunale di Milano, decreto emesso il 4 marzo 2026).
