La Cucina Italiana Patrimonio UNESCO: Scopri il nuovo numero di ilNeyworkese.
La Presentazione del Nuovo Numero di ilNewyorkese a New York
NEW YORK (ITALPRESS) – L’Istituto Italiano di Cultura di New York ha ospitato una presentazione eccezionale: il nuovo numero de ilNewyorkese, dedicato a “La cucina Italiana Patrimonio UNESCO”. Questa uscita cartacea celebra l’eccellenza gastronomica dell’Italia, un riconoscimento che non solo valorizza il patrimonio culinario ma anche la cultura italiana nel mondo.
All’evento hanno partecipato figure istituzionali di primo piano, come la Console Aggiunta di New York, Alessandra Oliva, e la dirigente culturale Silvia Mongardo, che hanno dato avvio ai saluti. Silvana Mangione, Vice Consigliera Generale del Consiglio Generale degli Italiani all’estero, ha messo in luce come questo riconoscimento dell’UNESCO simboleggi una “vittoria dei nostri chef”, estendendo l’importanza di questo riconoscimento a tutti gli Stati Uniti.
Mangione ha sottolineato la contemporaneità della cucina italiana, definita “viva e in continua evoluzione”, distaccandosi da un’immagine di tradizione immutabile. Questo spirito di dinamicità è espresso attraverso il progetto de ilNewyorkese, che rappresenta un esempio di evoluzione gastronomica e culturale.
Il Progetto Editoriale de ilNewyorkese
Il progetto editoriale de ilNewyorkese è emerso due anni or sono e, da allora, ha già pubblicato sedici numeri, raggiungendo un pubblico in costante crescita. Davide Ippolito, CEO e Fondatore, ha evidenziato il rapido sviluppo del network, che raggiunge attualmente circa cinque milioni di lettori mensili, con edizioni anche in diverse città americane e oltre, arrivando fino al Giappone.
Un’altra novità importante è il lancio della versione cartacea di Good Morning Italy, prevista per il 14 maggio. Il nuovo numero de ilNewyorkese dedicato alla “Cucina Italiana Patrimonio UNESCO” è frutto di un impegno collettivo di istituzioni, operatori del settore e figure come il ministro dell’agricoltura, Francesco Lollobrigida, e il Vicepresidente del Consiglio dei ministri, Matteo Salvini. Il supporto dell’Italian Trade Agency è stato fondamentale.
Erica Di Giovancarlo, direttrice dell’ICE di New York, ha illustrato il piano di promozione dell’autenticità della cucina italiana, citando vari eventi a New York e Chicago, tra cui il famoso Summer Fancy Food Show: “Finalmente questa eccellenza è stata riconosciuta”.
L’intervento di Marta Galfetti, autrice della rubrica “Il giro del mondo a New York”, ha portato un focus sulle comunità che abitano la città. “New York è un luogo dove puoi viaggiare senza lasciare la città”, ha affermato, raccontando come l’idea sia nata durante la pandemia, quando le restrizioni agli spostamenti limitavano le esperienze. Ha messo in evidenza la bellezza delle storie umane che emergono quando si incontrano le diverse culture.
Stefano D’Angelo, amministratore delegato della DCS, ha parlato della cattiva gestione della filiera quando si tenta di mantenere autenticità e qualità. “In un mercato competitivo come quello americano, l’affidabilità e la continuità sono chiave”, ha spiegato, sottolineando l’importanza della presenza delle aziende italiane negli Stati Uniti.
Ernest Lepore, storico ristoratore di Little Italy, ha condiviso la sua esperienza, evidenziando che “Little Italy” è un simbolo dell’identità italiana, costruita attorno al cibo. Il legame tra cucina e cultura è centrale nei suoi racconti, dove il cibo diventa un mezzo per unire le comunità.
Lo chef Fabrizio Facchini ha descritto il lavoro svolto per la candidatura UNESCO, includendo cene e eventi con chef e istituzioni per valorizzare la cucina italiana. “Oggi è più facile mantenere l’autenticità grazie alla disponibilità di ingredienti italiani”, ha affermato.
Anche Tony Grande, chef di Il Capriccio nel New Jersey, ha raccontato il suo arrivo negli Stati Uniti nella decade degli anni Settanta, quando la mancanza di ingredienti italiani lo portò a reinventare le ricette. “Oggi c’è una maggiore consapevolezza e disponibilità di prodotti”, ha aggiunto, evidenziando i progressi raggiunti.
L’emigrazione italiana è tornata al centro del dibattito grazie a Mario Terrana, imprenditore che ha condiviso le sue sfide iniziali. “Il riconoscimento UNESCO rafforza il valore del Made in Italy”, ha concluso.
Il progetto Piazza Italia, presentato da Marco Giovanelli, ha chiuso la manifestazione. Iniziativa nata durante la pandemia, mira a creare uno spazio per le aziende italiane a New York, promuovendo eventi e occasioni di incontro.
Questo nuovo capitolo nella celebrazione della cucina italiana dimostra non solo l’importanza della gastronomia come patrimonio culturale, ma anche come veicolo di integrazione e identità. Con tanto impegno e passione, il futuro della cucina italiana all’estero sembra luminoso e pieno di opportunità.
(ITALPRESS)
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