Achille Costacurta: tra droghe, 7 TSO e tentativi di suicidio, la sua drammatica storia
Il punto di svolta nel percorso di Achille arrivò con un ricovero in Svizzera, dove ricevette una nuova possibilità di vita. “I medici mi hanno detto che se fossi arrivato dieci giorni dopo sarei morto; il mio cuore era a 150 battiti a riposo. Mi hanno spiegato che potevo scegliere la strada dell’autodistruzione oppure accettare il loro aiuto per cambiare vita. Grazie a loro, ho smesso di drogarmi”.
Diagnosi di ADHD e il rapporto con la famiglia
In Svizzera, oltre a ricevere un supporto medico per le dipendenze, ad Achille Costacurta è stata diagnosticata l’ADHD, fattore che ha contribuito a spiegare molte delle sue difficoltà comportamentali. Seguendo un percorso terapeutico strutturato, certificato ufficialmente, è riuscito a migliorare significativamente la propria vita e, soprattutto, il rapporto con i suoi familiari. “Da quando i miei genitori hanno frequentato un corso specifico per genitori di bambini con ADHD, tutto è cambiato. Prima, durante i litigi in casa, io andavo via distruggendo le porte. Ora, grazie a una comprensione più profonda, loro sanno come darmi un ‘no’ senza far esplodere la situazione”.
Questo passaggio testimonia l’importanza di un supporto familiare consapevole e preparato, come sottolineato anche dall’Associazione Italiana ADHD, che evidenzia come il coinvolgimento dei genitori nei percorsi educativi sia fondamentale per il successo terapeutico.
