Airbnb: un terzo del supporto clienti in USA e Canada gestito ora dall’AI.
In un contesto di incertezze, gli investitori hanno posto domande riguardo ai potenziali rischi associati alle piattaforme di AI, considerando la loro possibile espansione nel mercato degli affitti a breve termine. Chesky ha argomentato contro questa visione, ribadendo che Airbnb non è solo un’app per consumatori, ma anche un’app per host, per l’assistenza clienti e una struttura di protezione, come l’assicurazione e le verifiche degli utenti.
“Abbiamo costruito tutto questo in 18 anni e gestiamo oltre 100 miliardi di dollari in pagamenti attraverso la nostra piattaforma”, ha proseguito. Chesky ha inoltre notato come i chatbot AI svolgano un ruolo simile a quello della ricerca, portando un traffico che si converte a tassi più elevati rispetto ai risultati forniti da Google. Questa transizione verso l’AI è vista come un’opportunità vantaggiosa per Airbnb.
L’azienda sta già utilizzando l’AI per potenziare le proprie funzioni di ricerca, attualmente attive per una “percentuale davvero ridotta” del traffico complessivo di Airbnb, mentre sta sperimentando un approccio più conversazionale alla ricerca. In futuro, Airbnb prevede di integrare annunci sponsorizzati all’interno del proprio sistema di ricerca.
