Alfonso Signorini ascoltato per tre ore dai pm: le dichiarazioni shock
«Non ho commesso alcuna violenza né estorsione». Un’affermazione netta, consegnata agli atti in un’indagine che ha già fatto deragliare la stagione televisiva del conduttore e ridisegnato i confini tra racconto mediatico e giustizia penale
Le accuse e il contesto: dal web ai verbali
La vicenda esplode pubblicamente tra fine dicembre 2025 e Capodanno 2026, quando Fabrizio Corona, attraverso il format YouTube “Falsissimo”, parla di un presunto “sistema” fatto di richieste o pressioni di natura sessuale per accedere o ottenere visibilità nel reality. Sulla scia di quelle puntate, Antonio Medugno formalizza la denuncia alla Procura milanese il 24 dicembre 2025, assistito dai legali Cristina Morrone e Giuseppe Pipicella.
Il 30 dicembre 2025 i pm iscrivono Signorini nel registro degli indagati: atto dovuto, dicono gli inquirenti, per consentire perquisizioni, sequestri e audizioni. Tra i possibili sviluppi, anche l’eventuale iniziativa dell’ex concorrente Gianluca Costantino, che tramite l’avvocato Leonardo D’Erasmo ha fatto sapere di valutare una denuncia.
Secondo quanto trapelato dalle indagini, il fascicolo nato dalla querela di Signorini contro Corona per revenge porn ha portato al sequestro di foto, video e chat a contenuto privato; proprio quel materiale avrebbe indotto Medugno a depositare l’esposto contro il conduttore. È su questa intersezione – la sovrapposizione tra inchiesta per revenge porn e presunte condotte di abuso – che si muovono oggi gli accertamenti.
