Baby gang a Piacenza: 5 misure cautelari contro aggressioni e rapine tra coetanei

Baby gang a Piacenza: 5 misure cautelari contro aggressioni e rapine tra coetanei

Baby gang a Piacenza: 5 misure cautelari contro aggressioni e rapine tra coetanei

Operazione della Polizia di Stato contro la Devianza Giovanile a Piacenza

PIACENZA (ITALPRESS) – La Polizia di Stato di Piacenza, in collaborazione con la Procura della Repubblica presso il Tribunale per i Minorenni di Bologna, ha attuato misure cautelari per un gruppo di cinque giovani, accusati di rapina, estorsione e lesioni nell’ambito di fenomeni criminosi legati alla devianza giovanile. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile, hanno portato alla luce un’importante rete criminale dedicata ad aggredire e derubare ragazzi più giovani, muovendosi in un contesto di aggregazione giovanile.

La banda operava principalmente in luoghi frequentati da ragazzi piacentini, dove adottava un modus operandi ben definito. Inizialmente, i membri del gruppo richiedevano piccole somme di denaro o sigarette elettroniche dalle vittime, utilizzando la violenza per ottenere ciò che volevano. Inseguivano le loro vittime sui social network, minacciando di diffondere video delle aggressioni se non avessero ceduto ulteriori somme di denaro. Grazie a questa componente social, le forze dell’ordine hanno potuto individuare le identità degli indagati.

Indagini e Identificazione degli Indagati

Le indagini hanno fatto ricorso a un’analisi approfondita dei social network, integrata dalle informazioni disponibili nelle banche dati delle forze dell’ordine. Questo metodo ha consentito di identificare i cinque giovani coinvolti, tutti di seconda generazione. Solo uno di loro era già stato notato nella zona di Piacenza, fermato dalle Volanti mentre tentava di rubare un’auto.

Durante le perquisizioni effettuate a settembre 2025, i cellulari degli indagati furono sequestrati, permettendo un ulteriore sviluppo delle indagini. Al termine dell’attività investigativa, per quattro dei cinque giovani è stata disposta l’applicazione della misura cautelare delle “prescrizioni”, a causa del rischio di reiterazione delle condotte criminose. Questi minori sono stati affidati ai servizi sociali, con l’obbligo di mantenere una buona condotta e seguire un percorso scolastico proficuo.


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