Bankitalia prevede Pil +0,6% nel 2026 e rafforzamento nel 2027-2028

Bankitalia prevede Pil +0,6% nel 2026 e rafforzamento nel 2027-2028

Bankitalia prevede Pil +0,6% nel 2026 e rafforzamento nel 2027-2028

Il Bollettino economico della Banca d’Italia evidenzia una leggera crescita del PIL nel terzo trimestre, sostenuta dall’aumento delle esportazioni e degli investimenti, incentivati dal PNRR. I consumi delle famiglie sono cresciuti moderatamente, influenzati da un contesto economico internazionale incerto. Il settore dei servizi e l’industria mostrano segnali positivi, anche se la concorrenza cinese rappresenta una sfida per la manifattura. L’inflazione è rimasta sotto controllo, con una diminuzione significativa dei prezzi dell’energia e una proiezione di crescita moderata nei prossimi anni, influenzata dalla normativa europea ETS2. La crescita economica prevista per il 2026 è di circa lo 0,6%.

Andamento Economico e Prospettive dell’Italia: Pil, Inflazione e Sfide Future

Milano – Nel terzo trimestre dell’anno l’economia italiana ha mostrato una lieve crescita del Pil, trainata principalmente dal robusto aumento delle esportazioni e dall’espansione degli investimenti. Questi ultimi hanno beneficiato degli incentivi fiscali e delle misure connesse al Pnrr, favorendo così un contesto più dinamico. I consumi delle famiglie sono aumentati in modo moderato, risentendo però di un clima di attesa ancora incerto riguardo all’evoluzione dell’economia mondiale. Nel quarto trimestre, secondo la Banca d’Italia, l’attività economica ha continuato a espandersi in modo contenuto, stimolata soprattutto dal settore dei servizi, con particolare riferimento a quelli destinati alle imprese, e da un moderato recupero nel comparto industriale.

Le prospettive per il settore manifatturiero rimangono caratterizzate da una certa incertezza, dovuta in parte all’aumento della competitività cinese in diversi ambiti produttivi. Le stime elaborate a dicembre indicano per il 2026 una crescita del prodotto interno lordo pari allo 0,6%, con un rafforzamento atteso nel biennio 2027-2028. Questo scenario riflette una ripresa graduale ma costante, che potrebbe consolidarsi ulteriormente se i fattori esterni e interni dovessero mantenere quote di stabilità.

L’inflazione nel quarto trimestre ha mantenuto livelli relativamente bassi rispetto alla media dell’area euro, sostenuta da una crescita più contenuta dei prezzi dei servizi e da un calo più marcato di quelli dell’energia. L’inflazione depurata dalle componenti più volatili è scesa sotto la soglia del 2%. Le pressioni inflazionistiche di base continuano a indebolirsi, suggerendo un consolidamento della stabilità sui prezzi. Le previsioni avanzate dalla Banca d’Italia indicano un’inflazione al consumo in diminuzione all’1,4% nel 2026, rispetto all’1,7% registrato nel 2023, con un ritorno graduale verso valori intorno al 2% nel 2028.

L’aumento previsto dell’inflazione nel biennio successivo è legato al fattore temporaneo rappresentato dall’introduzione della normativa europea ETS2, che comporta un incremento del costo energetico. Questo elemento potrebbe influenzare l’andamento complessivo dei prezzi nel breve-medio periodo, restando tuttavia una dinamica circoscritta a specifici comparti. Il quadro delineato offre un’istantanea delle sfide e delle opportunità alle quali dovrà rispondere l’economia italiana nei prossimi anni, con attenzione particolare agli sviluppi globali e alle riforme interne.

Andamento economico e prospettive dell’Italia tra crescita, inflazione e sfide globali

Nel corso del terzo trimestre, il PIL italiano ha registrato un lieve aumento, sostenuto principalmente da un robusto incremento delle esportazioni e dalla crescita degli investimenti, favorita dagli incentivi fiscali e dalle iniziative collegate al Pnrr. I consumi delle famiglie hanno mostrato un’espansione moderata, condizionata da aspettative ancora suscettibili riguardo l’andamento dell’economia internazionale. Secondo le analisi della Banca d’Italia, l’attività economica ha proseguito il suo sviluppo anche nel quarto trimestre, soprattutto grazie al contributo del settore dei servizi rivolti alle imprese e al progressivo recupero nel comparto industriale.

Le prospettive per il settore manifatturiero restano però caratterizzate da un alto grado di incertezza, considerata anche la crescente concorrenza da parte della Cina in vari settori produttivi. Le proiezioni aggiornate a dicembre indicano una crescita del prodotto interno lordo dello 0,6% nel 2026, che dovrebbe rafforzarsi ulteriormente tra il 2027 e il 2028, delineando un percorso di espansione più stabile nei prossimi anni.

Per quanto riguarda il tema dell’inflazione, nel quarto trimestre si è mantenuta su livelli contenuti rispetto alla media dell’area euro, grazie a una crescita più moderata dei prezzi dei servizi e a una significativa riduzione dei costi dell’energia. L’inflazione depurata dalle componenti più volatili è scesa sotto la soglia del 2%. Le pressioni inflazionistiche all’origine hanno continuato a diminuire, e le previsioni più recenti indicano un tasso di inflazione al consumo in calo all’1,4% nel 2026, rispetto all’1,7% registrato lo scorso anno.

Si prevede che l’inflazione tornerà a salire gradualmente nel biennio successivo, raggiungendo una media intorno al 2% nel 2028. Questo andamento riflette in parte l’aumento temporaneo dei costi energetici legato all’entrata in vigore della normativa europea ETS2. Nel complesso, l’Italia si trova a navigare tra opportunità di sviluppo e sfide esterne, con una moderata crescita economica accompagnata da un’inflazione sotto controllo ma in evoluzione.

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