“Non ho ceduto al ricatto, la mia scelta è stata ferma e decisa”
Un’ulteriore riflessione sull’accaduto è stata condivisa da personaggi pubblici e esperti di comunicazione. Secondo Marco Del Vecchio, docente di Media Ethics presso l’Università La Sapienza di Roma, “il caso di Raoul Bova è emblematico del pericolo che rappresenta il ricatto mediatico e la viralizzazione di contenuti sensibili. Lo strumento del ricatto è spesso usato come arma per distruggere la reputazione pubblica, ma ciò che manca è una reale tutela legale e sociale a favore delle vittime”.
In linea con questo, la portavoce del Moige (Movimento Italiano Genitori), Anna Rossi, ha sottolineato: “Il rispetto della privacy e la protezione delle minoranze, in particolare dei figli di personaggi pubblici coinvolti in scandali, devono essere punti fermi per tutte le istituzioni, giornalisti e media. La tutela dei minori e delle famiglie coinvolte è fondamentale per non aggravare ulteriormente situazioni già delicate” (fonte ufficiale: comunicato stampa Moige, ottobre 2025).
