Brindani attacca Signorini e rivela segreti nascosti del loro passato condiviso
In un post pubblicato su Facebook, Umberto Brindani non ha risparmiato polemiche verso Signorini. “Ecco chi manca nei ringraziamenti di Signorini: il sottoscritto. Aridaje: se ne era già dimenticato nella recente celebrazione dei 30 anni del settimanale” – ha dichiarato il giornalista – “Si vede che proprio non gli entra in testa. O forse ha cancellato dalla memoria l’anno e mezzo che abbiamo passato insieme, io alla direzione e lui alla vicedirezione di Chi. Si chiama damnatio memoriae e, in un certo senso, anche alla luce degli ultimi avvenimenti, quella dimenticanza dovrei considerarla quasi una medaglia”
Brindani ha voluto inoltre ricordare un episodio chiave che dimostra la portata del suo ruolo nel lancio di Signorini nel mondo editoriale: “Quando Alfonso rimase temporaneamente senza incarichi, insieme a Carlo Rossella lo abbiamo preso a Panorama come collaboratore esterno, perché avevamo bisogno della sua enorme rete di contatti nel gossip. Ricordo un agosto in cui, con il direttore in ferie, gli chiesi una storia di copertina ‘leggera, da spiaggia’. Si presentò in redazione con una risma di fogli pieni di nomi e numeri, segnalandoci immediatamente le sue fonti.”
Questo racconto ben sintetizza l’influenza che Signorini aveva già all’epoca, ma anche il contributo fondamentale fornito da Brindani nelle fasi cruciali della sua carriera. Per sottolineare la complessità del loro rapporto, il giornalista ha concluso con amarezza: “Dopo il mio licenziamento, lui ha spiccato il volo verso una carriera luminosa, mentre io ho ripreso a lavorare con determinazione in altre testate. Non essere citato nei ringraziamenti può essere interpretato come una mancanza di riconoscenza, ma forse dovrebbe farmi sentire fiero, quasi come portatore di una medaglia invisibile”
