Cause e conseguenze della sindrome della clessidra: 3 fattori principali spiegati
Le 3 cause principali della sindrome della clessidra
La sindrome della clessidra è causata da tre fattori principali: abitudini scorrette, uno sviluppo non ideale durante l’infanzia e schemi difensivi muscolari adottati nel tempo.
Cause principali della sindrome della clessidra:
- Abitudini scorrette o ansia sociale
Molti desiderano un addome piatto e tendono a trattenere la pancia in modo forzato per lunghi periodi. Questa pratica, protratta nel tempo, può modificare il funzionamento naturale del corpo “riscrivendo” il modo in cui il cervello gestisce i muscoli addominali. - Sviluppo non ideale durante l’infanzia
Circa il 30% dei neonati manifesta automaticamente un “grip” addominale, una compensazione dovuta a uno sviluppo muscolare inadeguato. Questo schema può persistere e consolidarsi fino all’età adulta. - Schemi difensivi muscolari
Dopo un trauma o un infortunio, i muscoli possono adottare un atteggiamento protettivo. Anche quando il dolore è scomparso e i tessuti sono guariti, i muscoli continuano a mantenere questa contrazione, consolidando la sindrome della clessidra.
Che cos’è la sindrome della clessidra?
La sindrome della clessidra è un disturbo caratterizzato da un’abitudine persistente a trattenere l’addome tirandolo verso l’interno. Questo comportamento causa un’attivazione eccessiva dei muscoli addominali superiori, mentre il diaframma viene tirato in direzione contraria per permettere l’espansione polmonare.
Il risultato è un addome risucchiato verso l’alto che modifica la normale postura della parete addominale: si ottiene una vita apparentemente più stretta, un ombelico in posizione rialzata e una piega orizzontale che attraversa l’ombelico stesso.
Questi effetti derivano da uno squilibrio nei muscoli addominali, in cui la parte superiore rimane costantemente contratta mentre i muscoli della parte bassa e della schiena si rilassano e cedono, causando un andamento innaturale dell’addome.
Effetti e conseguenze della sindrome della clessidra
Le conseguenze di questa condizione sono spesso invalidanti e si manifestano soprattutto a carico di alcune aree del corpo:
- Dolori alla zona lombare
Il diaframma è fondamentale per stabilizzare la zona lombare. Se non funziona correttamente, la muscolatura della schiena è costretta a compensare, causando affaticamento, rigidità e dolore cronico. - Dolori al collo e cefalee
Un diaframma che non scende come dovrebbe durante l’inspirazione influisce anche sulla qualità del respiro, forzando i muscoli del collo e delle spalle. Ciò genera tensioni e può essere la causa di frequenti mal di testa e dolori cervicali. - Reflusso gastroesofageo
Oltre alla respirazione, il diaframma funge anche da sfintere naturale tra stomaco ed esofago. Se compromesso, aumenta il rischio che i succhi gastrici risalgano causando bruciori e reflusso.
