Chi erediterà le stelle? Un eticista dello spazio svela ciò di cui non parliamo.

Chi erediterà le stelle? Un eticista dello spazio svela ciò di cui non parliamo.

La reazione internazionale al leggi del 2015 è stata rapida. Al meeting del 2016 del Comitato ONU per gli Usinelli Pacifisti dello Spazio, la Russia ha definito la legge come una violazione unilaterale del diritto internazionale. Il Belgio ha espresso preoccupazioni riguardo a squilibri economici globali. In risposta, nel 2020, gli Stati Uniti hanno creato gli “Accordi Artemis”, intese bilaterali con nazioni alleate per formalizzare l’interpretazione americana del diritto spaziale, soprattutto intorno all’estrazione delle risorse. Attualmente, ci sono 60 firmatari, sebbene Russia e Cina non siano incluse.

Alcuni critici vedono negli accordi un tentativo degli Stati Uniti di imporre regole a cui gli altri devono aderire o rimanere esclusi. Gli Accordi non affermano esplicitamente che l’estrazione delle risorse sia legale, ma affermano che non costituisce “appropiazione nazionale”, come vietato dal Trattato sullo Spazio Esterno. È una danza delicata intorno a un argomento molto complesso.

Rubenstein propone un ritorno al controllo da parte delle Nazioni Unite, mentre suggerisce di abrogare la Wolf Amendment, una legge del 2011 che praticamente vieta alla NASA di collaborare con la Cina senza autorizzazione. La sua proposta si basa sull’idea che se è possibile immaginare progetti audaci nello spazio, allora è possibile anche un dialogo tra Stati Uniti e Cina.


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