Classi con massimo 20 alunni: un passo fondamentale per valorizzare l’insegnamento.

Classi con massimo 20 alunni: un passo fondamentale per valorizzare l’insegnamento.

Le Divergenze con il Ministero dell’Istruzione

Non tutti, però, sono d’accordo con questa iniziativa. Il ministro dell’Istruzione, Giuseppe Valditara, ha recentemente affermato che “il numero degli alunni per classe non fa la differenza” per quanto riguarda l’apprendimento. Secondo Valditara, studi dell’Invalsi dimostrerebbero che ridurre il numero di studenti non migliora necessariamente il rendimento, anzi può portare a risultati peggiori. In altre parole, l’efficacia dell’insegnamento non dipenderebbe esclusivamente dalla grandezza delle classi.

La Tecnica della Scuola ha messo in evidenza che le conclusioni dell’Invalsi potrebbero essere influenzate non solo dal numero di alunni, ma anche dalla situazione socio-economica degli studenti e dalla posizione geografica delle scuole. Le classi meno numerose, infatti, si trovano in genere in aree svantaggiate, dove le opportunità di crescita sono limitate. Inoltre, il predecessore di Valditara, Patrizio Bianchi, aveva sottolineato che le classi “pollaio” sono eccezioni, poiché in media le classi italiane contano già meno di 20 alunni.


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