Come i social media pianificano di coinvolgere gli adolescenti: rivelazioni delle chat interne.
Anche i rischi di pubbliche relazioni legati alla presenza di giovani utenti sulle loro piattaforme sono stati discussi dalle aziende. Email del 2016 rivelano che Meta valutava la percezione pubblica e i rischi relativi alla sicurezza in vista del lancio della sua app, Lifestage, destinata a minorenni. I dipendenti riflettevano sui potenziali rischi di informare le scuole e se questo avrebbe potuto compromettere il “fattore di coolness” dell’app. Si evidenziava il problema di come verificare l’età degli utenti e si riconosceva che Meta potrebbe aver dovuto ritardare l’accesso a Facebook per i preadolescenti a causa di un aumento della sorveglianza sulla salute giovanile e sull’uso del social.
Un documento del 2018 elaborato da Google indicava che “l’addiction tecnologica e il ruolo di Google” erano stati al centro dell’attenzione, suggerendo che l’autoplay potesse “disturbare i ritmi del sonno” e raccomandando di limitarlo durante la notte; ora tale funzione è disattivata per gli utenti sotto i 18 anni.
