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Condannato a 3 mesi di carcere figlio del noto cantante: aggredì la colf

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Claudio D’Alessio, il figlio del cantante Gigi D’Alessio, è stato condannato a 3 mesi di carcere per lesioni e violenza privata: aggredì e cacciò di casa la colf.

Sbattuta in strada nel cuore del quartiere Parioli, senza scarpe, dopo essere stata aggredita in modo minaccioso, subendo anche delle percosse. È la notte vissuta da Halyna Levkova, colf di Claudio D’Alessio, figlio del noto cantautore partenopeo, adesso condannato con l’accusa di lesione e violenza privata.

L’episodio risale alla notte del 5 luglio del 2014 in via Giuseppe Mercalli, dove D’Alessio Junior ha vissuto per anni. A scatenare l’ira del figlio del cantante sarebbero state le proteste della colf, che sentendo D’Alessio urlare contro la fidanzata del momento – Nicole Minetti- aveva chiesto al padrone di casa di abbassare il tono di voce. Secondo l’accusa, D’Alessio mise le mani addosso alla donna, aggredendola e picchiandola. Poi la cacciata di casa, con addosso i vestiti della notte.

L’imprenditore napoletano è stato condannato a tre mesi e quindici giorni di reclusione con pena sospesa, oltre al risarcimento dei danni alla vittima (pari a 2500 euro) e al pagamento delle spese processuali.

Poche ore dopo, su Instagram, il 34enne si è sfogato, lamentando un accanimento nei suoi confronti a causa del suo cognome: “Ho perso il primo grado di un processo basato su un livido dietro ad un braccio con una prognosi di 3 giorni, ripeto di 3 giorni… diagnosticato a distanza di 48 h dai presunti fatti più di 7 anni fa. Avrei gradito che la cosa finisse oggi ed evitare il solito circo mediatico e banali commenti, purtroppo non è stato così, mi toccherà aspettare ancora alcuni mesi”. Parole che hanno trovato l’appoggio anche del padre, Gigi D’Alessio, che sotto al post ha commentato: “La tua sensibilità ed il tuo animo gentile, ti hanno accompagnato fin da bambino. Io so chi sei….Ed è per questo che sono ancora più fiero di te”.

Gli avvocati di D’Alessio sono pronti a ricorrere in Appello non appena saranno rese note le motivazioni del giudice.

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