Confindustria: export e consumi frenano la crescita dell’industria, scenario più negativo
L’analisi di Confindustria evidenzia un’Italia con segnali positivi e sfide economiche all’inizio del 2026. Dopo un quarto trimestre 2025 favorevole, spinto dagli investimenti del Pnrr, la fiducia delle famiglie e delle imprese manifatturiere migliora, soprattutto nei settori legati ai beni strumentali. I servizi mostrano un’accelerazione, mentre l’industria rimane volatile e risente della svalutazione del dollaro e dei consumi deboli. Le imprese di costruzioni registrano un calo di fiducia per il terzo mese consecutivo, anche se si attendono nuovi piani di costruzione. Il Governo punta a ridurre i costi energetici con il decreto Bollette, elemento cruciale per sostenere famiglie e imprese.
Andamento economico italiano a inizio 2026: fiducia, investimenti e dinamiche di mercato
Roma (ITALPRESS) – Nel quarto trimestre del 2025 l’Italia ha registrato una crescita moderata del Pil, pari a +0,3%, sostenuta dagli investimenti legati al Pnrr. A gennaio 2026, la fiducia delle famiglie mostra segnali di miglioramento, mentre il settore dei servizi accelera la propria espansione. L’industria, al contrario, presenta una dinamica incerta e una ripresa lenta, influenzata negativamente dalla svalutazione del dollaro e dalla fragilità dei consumi. L’aumento del costo dell’energia, sebbene ancora rilevante, potrebbe ridursi grazie alle nuove normative approvate dal Governo, come evidenziato dall’analisi di Confindustria nella Congiuntura flash.
Secondo lo studio di Confindustria, il decreto Bollette, se riceverà l’ok dalla Commissione europea, potrà contribuire a diminuire in modo significativo i prezzi dell’energia sia per le famiglie sia per le imprese. Gli indicatori economici segnano una tendenza positiva negli investimenti per impianti e macchinari: a gennaio infatti la fiducia delle imprese manifatturiere cresce complessivamente, con particolare riferimento al segmento dei beni strumentali. Ciò riflette una maggiore propensione agli investimenti e un clima di fiducia più favorevole nel settore produttivo.
Nel settore delle costruzioni, la fiducia diminuisce per il terzo mese consecutivo, condizionata soprattutto da valutazioni meno positive sugli ordini attuali. Rimangono però incoraggianti le aspettative riguardanti i piani di costruzione per i prossimi mesi. La fiducia delle famiglie registra un lieve miglioramento all’inizio del 2026. L’occupazione, dopo una piccola contrazione nella fine del 2025, chiude il quarto trimestre con una crescita dello 0,3%. Nel commercio si assiste invece a un forte calo della fiducia delle imprese, anche se le vendite continuano a essere giudicate positivamente.
Per quanto riguarda il commercio estero, in dicembre l’export italiano di beni cresce dello 0,6% a prezzi costanti, ma nel quarto trimestre si rileva una contrazione del 1,9%. Le importazioni mostrano una lieve espansione, con incrementi dello 0,1% mensile e dello 0,4% trimestrale. Le prospettive sul fronte degli ordini esteri nelle imprese manifatturiere restano deboli, seppur con una leggera tendenza al miglioramento all’inizio del 2026.
Andamento economico in Italia all’inizio del 2026: segnali di fiducia e sfide persistenti
Nel quarto trimestre del 2025, l’economia italiana ha mostrato una crescita moderata del PIL dello 0,3%, favorita soprattutto dagli investimenti legati al Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (Pnrr). Con l’inizio del 2026, si registra un aumento della fiducia tra le famiglie, mentre il settore dei servizi continua ad accelerare. L’industria, invece, resta caratterizzata da una dinamica incerta e una lenta ripresa, condizionata dal minore valore del dollaro e da consumi ancora non robusti. Un elemento di preoccupazione è rappresentato dall’elevato costo dell’energia, che però potrebbe diminuire grazie alle recenti norme approvate dal Governo, come il decreto Bollette, in attesa dell’approvazione da parte della Commissione Europea.
Gli indicatori economici sottolineano un miglioramento degli investimenti in impianti e macchinari, grazie al crescente ottimismo delle imprese manifatturiere, soprattutto per quanto riguarda i beni strumentali. Allo stesso tempo, la fiducia nel settore delle costruzioni diminuisce da tre mesi consecutivi, influenzata da giudizi negativi sugli ordini, anche se le aspettative per i piani di costruzione nei prossimi tre mesi restano positive. Sul fronte occupazionale, il numero di lavoratori, pur registrando una lieve contrazione a fine 2025, mostra una crescita dello 0,3% nel trimestre finale dell’anno.
Nel commercio, la fiducia delle imprese cala sensibilmente, nonostante i giudizi sulle vendite continuino ad essere favorevoli. L’export italiano di beni registra una crescita dello 0,6% a dicembre, misurata a prezzi costanti, ma chiude il quarto trimestre con un calo dell’1,9%. Le importazioni, invece, mostrano una leggera espansione, con incrementi dello 0,1% su base mensile e dello 0,4% trimestrale. Le prospettive per l’export manifatturiero nel gennaio 2026 appaiono deboli, anche se si intravedono segnali di lieve miglioramento dagli ordini esteri.
Questi dati riflettono un quadro economico caratterizzato da segnali positivi in alcuni settori, come i servizi e gli investimenti, affiancati da difficoltà persistenti in altri ambiti, come l’industria manifatturiera e il commercio estero. La situazione energetica rimane un tema cruciale per il futuro sviluppo economico, con l’attenzione concentrata sugli effetti delle misure governative in materia. Il contesto generale suggerisce la necessità di un monitoraggio costante delle variabili chiave per sostenere la ripresa e la stabilità del sistema economico italiano.
Non perderti tutte le notizie di economia su Blog.it
