Confronto tra i modelli di gestione del Po e del Rodano da parte di Confagricoltura

Confronto tra i modelli di gestione del Po e del Rodano da parte di Confagricoltura

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Il presidente di Confagricoltura, Massimiliano Giansanti, ha sottolineato l’importanza di affrontare insieme le sfide legate alla produzione alimentare e alla gestione delle risorse naturali, in particolare dell’acqua, considerando i cambiamenti climatici e i loro effetti come la siccità e le alluvioni che colpiscono il territorio italiano nel 2024.

Il convegno “Un futuro POssibile. La gestione dei grandi fiumi: le esperienze del Po e del Rodano” ha rappresentato un momento di confronto tra istituzioni, autorità e associazioni per discutere su come gestire in modo equilibrato ed efficiente le risorse idriche e gli ecosistemi fluviali, partendo dalle infrastrutture.

Tra i temi principali affrontati durante la mattinata, si sono approfonditi i modelli di gestione dei fiumi Po e Rodano, simili per caratteristiche fisiche e idrauliche. In particolare, è stato evidenziato il caso della Francia che ha superato molte criticità per trovare un equilibrio tra le diverse esigenze legate alla navigazione commerciale, turistica, produzione di energia idroelettrica, agricoltura e ambiente.

In Italia, l’assetto del fiume Po è oggetto di studio da tempo, ma manca ancora un programma strategico complessivo e un dialogo costante con tutti gli attori coinvolti per tutelare gli impegni ambientali in modo pratico, senza indebolire l’economia e le filiere strategiche del Paese.

Per una gestione ottimale del sistema fluviale, è necessario considerare diversi elementi come la tutela della falda freatica, il riutilizzo delle acque reflue per scopi irrigui e la rinaturazione delle aree interessate dal corso del fiume, come nel caso del Piano di Rinaturazione del Po finanziato con fondi provenienti dal PNRR.

Durante il convegno sono emerse anche criticità legate agli interventi di rinaturazione che hanno interessato le imprese agricole lungo il fiume, evidenziando la necessità di un confronto aperto e pragmatico che tenga conto degli esempi internazionali e degli interessi delle varie parti coinvolte.

Il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, ha concluso i lavori ricordando gli stanziamenti per interventi infrastrutturali volti a garantire la sicurezza del settore idrico, sottolineando l’importanza di piani straordinari di manutenzione per gli invasi e la rete di distribuzione, e misure di pianificazione attente alla tutela dell’agricoltura e dell’ambiente, senza fanatismi ecologici.

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