Conservazione del paesaggio: la visione centenaria di Gary Tabor per il futuro della natura.

Conservazione del paesaggio: la visione centenaria di Gary Tabor per il futuro della natura.

L’importanza dell’interconnessione

L’educazione di Tabor nella conservazione è iniziata presto. Da bambino, ha trascorso nove estati in un campeggio rustico nel Parco degli Adirondacks, scalando tutte le 46 cime oltre i 1.200 metri e imparando a muoversi attraverso laghi e portaggi. Questo paesaggio è stato preservato grazie alla clausola “Forever Wild” dello stato di New York e a un’idea civica che abbraccia la coesistenza tra wilderness e persone. Tornando dopo decenni, ha osservato la stessa foresta relativamente invariata che aveva ispirato i fondatori della Wilderness Society, un apprendimento che ha profondamente influenzato il suo approccio alla conservazione.

La sua esperienza in Africa orientale, dove ha vissuto quasi un decennio, ha amplificato il suo senso della scala. In luoghi iconici come il Lago Nakuru, ha compreso i limiti del modello dell’isola ecologica. Nonostante Nakuru fosse un parco iconico, era completamente recintato e isolato dal resto del paesaggio. La fauna selvatica si muoveva per istinto, ma le politiche governative erano fisse e ancorate ai confini. Ha osservato come guerre, bracconaggio e necessità quotidiane minassero rapidamente la resilienza delle riserve isolate.


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