Costi elevati e rifiuto di procreare: l’Istat svela la causa del crollo demografico in Italia.
Motivazioni Economiche e Lavorative: Le Barriere alla Genitorialità
Le motivazioni economiche giocano un ruolo cruciale nel rifiuto alla genitorialità. Un terzo degli intervistati indica motivi economici, il 9,4% menziona condizioni lavorative inadeguate e l’8,6% sottolinea la mancanza di un partner. In particolare, gli uomini di età compresa tra 25 e 34 anni sono quelli che avvertono maggiormente il peso dell’aumento dei costi della vita e dell’inflazione. Le stime indicano che crescere un figlio in Italia, dalla nascita fino ai 18 anni, possa costare tra i 107.000 e i 205.000 euro, con una media di 156.000 euro. Così, un figlio impatta le finanze familiari con una spesa annua che si avvicina ai 10.000 euro.
Un’evidenza interessante riguarda le percezioni delle donne riguardo alla genitorialità: circa il 50% delle donne crede che avere un bambino possa compromettere le proprie opportunità di lavoro, percentuale che arriva al 65% tra quelle di età 18-24 anni. Questo aspetto non è reciprocato dagli uomini, di cui il 59% ritiene che la genitorialità non influenzi le loro prospettive lavorative.
Inoltre, quasi un quarto delle giovani donne nella fascia d’età 25-34 anni sente di non avere garanzie sufficienti per prendersi cura di un figlio. Questa condizione è accentuata dalla consapevolezza che un neonato comporta responsabilità considerevoli e spese elevate. Un sostegno sociale inadeguato contribuisce a rendere la situazione ancora più complessa. Secondo un’indagine, il 28,5% degli intervistati considera le misure di sostegno economico come una priorità per incentivare la natalità, seguite da servizi per l’infanzia (26,1%) e agevolazioni abitative (23,1%).
Le statistiche fornite dall’Istat e altri istituti di ricerca pongono in evidenza la necessità di un’azione coordinata per affrontare questa emergenza. Se non si interviene con politiche adeguate, il futuro demografico dell’Italia rischia di diventare sempre più critico, portando a una diminuzione della popolazione attiva e rendendo difficile il sostegno al sistema previdenziale e sociale.
