Data center: l’anno della loro trasformazione da supporto a protagonisti nel mondo digitale.
Nonostante le preoccupazioni, le grandi aziende tecnologiche come Google, Meta, Microsoft e Amazon hanno annunciato previsioni di spese di capitale significative per il nuovo anno, gran parte delle quali sarà destinata a progetti di data center. Anche il governo federale, sotto l’amministrazione Trump, ha messo l’intelligenza artificiale al centro della propria agenda, dando vita a iniziative come il progetto Stargate, che prevede una massiccia espansione dell’infrastruttura AI entro il 2025.
In questo scenario, l’industria si trova ad affrontare un’improvvisa opposizione pubblica. Danny Cendejas, attivista dell’organizzazione MediaJustice, è stato coinvolto in numerose azioni contro i data center, incluso un recente evento a Memphis, Tennessee, contro il progetto Colossus di Elon Musk. Secondo Cendejas, l’interesse nei confronti della mobilitazione contro i data center sta crescendo, con nuove persone che ogni settimana vogliono unirsi alla causa. “Penso che questo movimento continuerà a crescere e vedremo più vittorie,” afferma.
Le evidenze di questo crescente attivismo sono visibili in tutto il paese. In Michigan, ad esempio, in risposta a 16 proposte per nuovi data center, i cittadini si sono mobilitati contro l’installazione, affermando di non volerli nelle loro comunità. Nel Wisconsin, abitanti locali sono riusciti a far rinunciare Microsoft all’uso della loro città come sede per un nuovo data center di 244 acri. Anche in California del Sud, la città di Imperial Valley ha presentato una causa contro la costruzione di un data center, esprimendo preoccupazioni ambientali.
