Davos: crescita dei jet privati, serve una tassa sui super-ricchi?

Davos: crescita dei jet privati, serve una tassa sui super-ricchi?

Davos: crescita dei jet privati, serve una tassa sui super-ricchi?

Pubblicato il 19/01/2026 – 13:01 CET

Davos apre il World Economic Forum 2026

Oggi i riflettori sono puntati su Davos, in Svizzera, dove ha preso avvio l’annuale incontro del World Economic Forum (WEF). Qui si sono riuniti alcuni dei leader e dirigenti più influenti del pianeta, pronti a discutere delle sfide globali e a delineare le priorità per il futuro.

Un tema centrale di quest’anno è la costruzione di una prosperità “entro i limiti planetari”. Il WEF mette in evidenza che la perdita di biodiversità sta incidendo su circa il 75% delle terre emerse, creando “rischi economici significativi” per il nostro futuro. Il forum getterà luce sull’importanza di modelli di business “nature-positive”, sottolineando che, entro il 2030, il mondo potrebbe liberare 10.000 miliardi di dollari (circa 8.600 miliardi di euro) all’anno, di fronte a problemi come l’adozione dei veicoli elettrici (EV) e il ritiro dei ghiacciai.

Il controverso uso dei jet privati a Davos

Nonostante l’alto profilo della manifestazione, Davos ha già suscitato polemiche prima dell’arrivo dei partecipanti. Un’analisi di Greenpeace ha infatti svelato un significativo aumento dell’attività dei jet privati nei voli verso gli aeroporti della zona, durante le settimane del WEF. Denominato “Davos in the Sky”, il rapporto evidenzia un incremento dell’10% rispetto al 2024 e un raddoppio rispetto al 2023. Durante il WEF 2025, sono stati registrati 709 voli aggiuntivi di jet privati, corrispondenti a quasi un jet privato ogni quattro partecipanti.

Molti di questi velivoli hanno effettuato più rotte nella stessa settimana, trasformando l’evento in un vero e proprio “hub di jet privati”. Greenpeace stima che circa il 70% di questi voli avrebbe potuto essere sostituito con un viaggio in treno, evidenziando l’assenza di coerenza tra le dichiarazioni di sostenibilità dei partecipanti e il loro comportamento.

Herwig Schuster, rappresentante di Greenpeace Austria, ha dichiarato: “È pura ipocrisia che l’élite più potente del mondo discuta le sfide globali mentre contribuisce alla crisi climatica con le emissioni dei propri jet privati.” Questa affermazione mette in evidenza le contraddizioni del forum, che si proclama paladino della sostenibilità mentre i suoi partecipanti utilizzano mezzi di trasporto altamente inquinanti.

Il dibattito sulla tassazione dei voli di lusso

In risposta a queste problematiche, Greenpeace ha esortato i governi ad adottare misure per limitare i voli di lusso e a implementare una tassa per i super-ricchi, affinché possano rimediare ai danni causati. L’organizzazione sostiene i negoziati sulla Convenzione fiscale dell’ONU (UNFCITC), mirando a stabilire nuove regole fiscali globali entro il 2027. Nella proposta, è incluso anche un prelievo sull’aviazione di lusso, che riguarderebbe jet privati e voli in business e prima classe.

Secondo Richard L. Reeve, esperto di economia sostenibile, “La tassazione è un passo necessario per garantire che chi contribuisce di più al cambiamento climatico paghi anche per le conseguenze.” Le richieste di una tassazione adeguata risuonano forti tra le voci ambientaliste, che chiedono un’azione concreta in un contesto di emergenza climatica.

Le discussioni al WEF di quest’anno promettono di essere accese, con numerosi attori del settore privato e pubblico coinvolti nei dibattiti su come bilanciare la crescita economica con la sostenibilità ambientale. Le dichiarazioni di importanti leader come Klaus Schwab, fondatore del WEF, indicano chiaramente la necessità di un cambiamento radicale: “Dobbiamo passare da una mentalità di sfruttamento a una di conservazione. Solo così possiamo garantire un futuro prospero per le generazioni a venire.”

In questo contesto, è fondamentale mantenere il focus sulle soluzioni pratiche e innovative che porteranno a una vera transizione verso un’economia sostenibile. I temi in discussione non possono limitarsi alle belle parole, ma devono tradursi in azioni concrete, misurabili e condivise.

Rimanete sintonizzati per ulteriori aggiornamenti dal WEF di Davos, dove l’equilibrio tra progresso economico e responsabilità ambientale è al centro del dibattito.

Fonti Ufficiali: World Economic Forum, Greenpeace, UNFCITC, esperti di economia sostenibile.

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