Diabete di Tipo 2: prevenzione, cure e supporto per una vita sana e attiva.

Diabete di Tipo 2: prevenzione, cure e supporto per una vita sana e attiva.

Diabete di Tipo 2: prevenzione, cure e supporto per una vita sana e attiva.

Presentato a Roma il policy paper sulla prevenzione del Diabete di Tipo 2

Roma è stata la sede della presentazione del policy paper intitolato “Prevenire, curare, sostenere: la sfida al Diabete di Tipo 2”. L’evento ha visto la partecipazione di figure chiave delle Istituzioni, esperti della Comunità Scientifica e rappresentanti di associazioni di pazienti che operano nel settore diabetologico. Questa iniziativa, promossa in collaborazione con AstraZeneca Italia, rappresenta una pietra miliare nel percorso avviato da un gruppo di lavoro dedicato al Diabete di Tipo 2, il quale ha operato nel corso dell’ultimo anno per formulare proposte politiche condivise.

L’epidemiologia del Diabete di Tipo 2 in Italia è allarmante, con oltre 3,8 milioni di persone affette, costituendo circa il 90% di tutti i casi di diabete. L’impatto finanziario di questa patologia sul Sistema Sanitario Nazionale è stimato in oltre 20 miliardi di euro all’anno. Il policy paper delinea un insieme di raccomandazioni che si fondano su tre priorità: l’aggiornamento delle Note regolatorie prescrittive, la formazione integrata dei professionisti e una governance clinica centrata sugli outcome clinici.

Riforme necessarie per una gestione più efficace del Diabete di Tipo 2

Uno dei temi principali emersi durante l’evento riguarda l’importanza di aggiornare il quadro normativo alle nuove evidenze cliniche. Recentemente, la riclassificazione in fascia A delle gliflozine ha segnato un passo significativo nella semplificazione burocratica, facilitando l’accesso alle terapie per i pazienti. Raffaella Buzzetti, Presidente della Società Italiana di Diabetologia, ha sottolineato che la semplificazione potrà creare un valore reale solo se accompagnata da un utilizzo clinicamente appropriato dei farmaci innovativi. In particolare, l’adozione precoce delle gliflozine è vista come cruciale per ridurre le complicanze cardiovascolari e renali e migliorare la prognosi dei pazienti.

Un altro aspetto di rilievo è il ruolo chiave dei centri diabetologici come punti di riferimento all’interno della rete sanitaria territoriale. L’aggiornamento delle regole prescrittive consente a questi centri di focalizzarsi sul coordinamento delle cure e sul supporto alla medicina generale. Riccardo Candido, Past President dell’Associazione Medici Diabetologi, ha affermato che la medicina generale e la diabetologia devono svilupparsi in sinergia, perseguendo linguaggi e strumenti comuni per garantire un accesso alle cure equo e tempestivo.

La questione della sostenibilità economica del sistema sanitario è stata anch’essa un tema centrale. La corretta adozione di farmaci innovativi non deve essere vista come un costo, ma come un investimento nella salute pubblica, in grado di migliorare gli outcome clinici e ridurre i ricoveri evitabili. Secondo Angelo Avogaro, Past President della Società Italiana di Diabetologia, le Linee Guida SID-AMD sono fondamentali per la gestione del Diabete di Tipo 2. L’impiego tempestivo delle terapie efficaci può rallentare la progressione della malattia, contribuendo così a una medicina basata su solide evidenze.

Marcello Grussu, Vicepresidente di Diabete Italia Rete Associativa ODV, ha evidenziato l’importanza della formazione per garantire che tutti i pazienti, indipendentemente dalla loro residenza, ricevano cure di alta qualità. La formazione integrata dei professionisti risulta essere una priorità per rendere i percorsi di cura accessibili e omogenei su tutto il territorio nazionale.

Le recenti evoluzioni normative in termini di semplificazione e allargamento dell’accesso alle cure sono frutto di un lavoro collaborativo tra Istituzioni, professionisti sanitari, associazioni di pazienti e l’industria. Claudio Longo, Presidente e Amministratore Delegato di AstraZeneca Italia, ha ribadito l’importanza di un dialogo continuo tra tutti gli attori coinvolti. Solo attraverso la cooperazione si possono garantire diagnosi tempestive e un’innovazione che crei valore tangibile per i pazienti.

In sintesi, il policy paper presentato rappresenta un passo avanti significativo nella lotta contro il Diabete di Tipo 2 in Italia. Con l’implementazione delle raccomandazioni proposte, si spera di migliorare le politiche sanitarie e di rendere le cure più accessibili, sostenibili ed efficaci per tutti i pazienti.

Fonti ufficiali:
– Società Italiana di Diabetologia (SID)
– Associazione Medici Diabetologi (AMD)
– AstraZeneca Italia.

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