Docufilm “Non chiamatelo call center” presentato a Roma: nuova luce sul lavoro telefonico
L’impatto sociale e culturale della trasformazione aziendale
Al centro della narrazione c’è Gea, giovane neolaureata romana che decide di trasferirsi a Taranto per lavorare in un’azienda che mette realmente le persone al primo posto. La città, storicamente segnata da decenni di monocultura industriale con la presenza di Ilva, Eni e la Marina Militare, ha visto negli anni 2000 un’importante svolta grazie all’arrivo del Gruppo Teleperformance, ora TP Italia, che ha offerto una concreta alternativa occupazionale.
Dal 2016, con l’arrivo del nuovo management guidato da Diego Pisa e Gianluca Bilancioni, l’azienda ha intrapreso un percorso di innovazione centrato su welfare aziendale, ascolto attivo e sostenibilità sociale. Il docufilm raccoglie testimonianze significative come quella di Don Alessandro Argentiero, giovane parroco del quartiere Tamburi di Taranto, Teresa Tatullo fondatrice dell’associazione Alzaia ETS contro la violenza sulle donne, e Piero Romano, direttore dell’Orchestra della Magna Grecia, oltre a Fiorella Tosoni presidente di un’associazione romana.
