Dolci invenduti e spreco alimentare: come la filiera può trasformare un costo nascosto in una risorsa green
Grazie al modello di Regardia, oltre 165.000 tonnellate all’anno di surplus alimentare e concentrato solubile di frumento vengono preservate nella filiera dei mangimi. Le eccedenze, anziché essere smaltite, vengono selezionate, trattate e reintrodotte nel ciclo produttivo come materie prime per la mangimistica o come matrici per la produzione di bioenergie.
Questo approccio consente di ridurre il ricorso a risorse vergini, alleggerire i costi logistici e diminuire l’impatto ambientale dell’invenduto. Allo stesso tempo, permette alle aziende di ridurre le perdite economiche legate allo stock fermo e trasformare un problema operativo in una risorsa misurabile.
“Oggi il vero tema non è più se gestire l’invenduto, ma come farlo in modo strategico”, spiega Paolo Fabbricatore, Group CEO di Regardia. “Ogni prodotto fermo in magazzino rappresenta un costo finanziario e una perdita di valore. Approcci strutturati permettono di ribaltare questa logica e generare benefici economici e ambientali lungo tutta la filiera”.
