Due fotografi celebrano l’India nel Calendario Pirelli 2027, icona di stile globale

Due fotografi celebrano l’India nel Calendario Pirelli 2027, icona di stile globale

Due fotografi celebrano l’India nel Calendario Pirelli 2027, icona di stile globale

Il Calendario Pirelli 2027 celebra l’India con due grandi fotografi

ROMA (ITALPRESS) – Pirelli ha annunciato che il prestigioso Calendario Pirelli 2027 sarà dedicato all’India, segnando un evento storico nella lunga tradizione del progetto noto come “The Cal”. Per la prima volta, infatti, il calendario ospiterà le opere di due fotografi distinti: il celebre norvegese Solve Sundsbo, già autore della versione 2026, e il maestro indiano Raghu Rai, recentemente scomparso e amato da tanti professionisti e appassionati di fotografia per la sua straordinaria capacità di raccontare il suo paese attraverso l’obiettivo.

Un omaggio intenso e personale all’India

Negli ultimi mesi della sua vita, Raghu Rai si era immerso nella realizzazione del progetto per il Calendario Pirelli 2027, realizzando una serie di immagini che riflettono non solo l’anima e la realtà sociale dell’India, ma anche la sua prospettiva unica e autentica sulle diversità culturali del paese. La famiglia Rai, insieme a Pirelli, ha deciso di onorare il suo impegno portando a termine la sua parte del lavoro, mantenendo integro lo spirito originario.

Avani Rai, figlia di Raghu Rai e fotografa di fama internazionale, ha preso a cuore il compito di completare l’opera del padre. Avani si è detta profondamente onorata di partecipare al progetto, vedendolo come un tributo personale e artistico. “Il lavoro di mio padre per Pirelli voleva essere un omaggio all’India, unendo la sua visione di una vita con una rappresentazione più contemporanea del suo popolo e della sua diversità, qualcosa che lo ha sempre profondamente affascinato. Non sopporterei l’idea che il progetto rimanesse incompiuto. Dargli vita è per me qualcosa di profondamente personale, come se entrassi nel suo sguardo e nel modo in cui vedeva l’India attraverso la sua macchina fotografica. La fotografia è stata il suo dono per me – non solo come mestiere, ma come angolo di osservazione – ed è così che abbiamo trovato una connessione silenziosa e profonda. Portare avanti questo progetto è un modo per restargli vicina, per mantenere viva una parte di lui dentro di me” ha dichiarato.


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