È giusto aiutare i figli piccoli a fare i compiti? Quando è il momento di lasciarli soli
Il modo corretto di aiutare non è prendere in mano il quaderno o la penna al posto loro, ma sostenere la loro capacità di far da sé. Gli esperti suggeriscono che il contributo dei genitori sia quello di creare una routine rassicurante, offrire un ambiente tranquillo e privo di distrazioni, e stimolare il bambino a organizzarsi, porre domande e riflettere sulle consegne.
In concreto, nelle prime classi della scuola primaria è naturale che i bambini abbiano bisogno di un adulto vicino, soprattutto quando stanno ancora imparando a leggere, scrivere o comprendere le consegne. Ma anche in questi casi il ruolo genitoriale deve essere di facilitatore, non di esecutore: il genitore può leggere insieme la consegna, spiegare il significato di una parola o aiutare a capire una richiesta, senza fare l’esercizio al posto del figlio.
Con il passare del tempo, e in particolare a partire dalla metà della scuola primaria, il compito dei genitori dovrebbe progressivamente diminuire: i bambini in grado di comprendere le consegne e di applicare quanto appreso in classe devono essere incoraggiati a lavorare in modo più indipendente. Se un concetto non è chiaro, si può suggerire di parlarne con l’insegnante, piuttosto che spiegarlo a casa da zero.
