È morto a 60 anni il giornalista Roberto Arditti, donerà i suoi organi
Gestione dei supporti vitali e donazione degli organi
Nonostante la morte cerebrale sia stata accertata, i supporti vitali sono stati mantenuti temporaneamente. Come indicato dalla direzione ospedaliera, questo avviene nell’attesa del trasferimento del paziente in sala operatoria per il prelievo degli organi. Tale procedura avviene nel pieno rispetto della volontà espressa da Roberto Arditti in vita, che aveva scelto di donare i propri organi.
La donazione di organi rappresenta un gesto di grande valore etico e sociale, che può salvare numerose vite. Il prelievo, effettuato nel rispetto delle normative vigenti, è sempre subordinato al consenso esplicito del donatore e, se presente, al parere della famiglia. In questo caso, i familiari hanno chiesto il massimo rispetto della privacy in questo momento delicato.
