È questa la prima batteria a stato solido al mondo? Scopriamo insieme!
Innovazioni alle porte: Il futuro delle batterie a stato solido
Il CES è il palcoscenico delle più audaci novità, con annunci di prodotti e tecnologie che promettono di rivoluzionare il nostro mondo. Le presentazioni avvengono spesso con un orizzonte temporale di due anni: un periodo di attesa ideale per generare entusiasmo e attrarre investimenti, ma sufficientemente distante da far dimenticare eventuali promesse non mantenute.
Nel 2018, Henrik Fisker annunciava trionfalmente che il suo team aveva svelato il segreto delle batterie a stato solido, promettendo che nel 2020 sarebbero entrate in produzione di massa. Il modello previsto era l’EMotion, che alla fine non ha mai fatto il suo debutto sul mercato. A partire dal 2021, l’azienda ha abbandonato il sogno delle batterie a stato solido, e nel 2024 è fallita.
Donut Lab e la nuova era delle batterie
Oggi, al CES 2026, assistiamo a un’altra proclamazione audace, questa volta da parte di Marko Lehtimaki, cofondatore e CEO di Donut Lab, una startup nel settore delle tecnologie per veicoli elettrici. Lehtimaki afferma di aver trovato la soluzione per le batterie a stato solido, ma con una differenza fondamentale: il prodotto è già in fase di produzione.
Le promesse delle batterie a stato solido includono celle economiche, leggere, a ricarica rapida e ad alta densità energetica. Il design rimane concettualmente simile a quello delle batterie tradizionali, con un anodo da un lato e un catodo dall’altro, separati da un elettrolita attraverso il quale gli ioni si muovono durante la carica e la scarica. La vera novità risiede nel fatto che, invece di un elettrolita liquido, in una batteria a stato solido troviamo un elettrolita solido. Questo cambiamento, sebbene possa sembrare insignificante, ha enormi implicazioni per quanto riguarda durata, velocità di carica e densità energetica.
I numeri presentati da Donut Lab sono straordinari. Annunciano una densità energetica di 400 Wh/kg, notevolmente superiore rispetto a quella di una batteria agli ioni di litio moderna. In pratica, ciò significa una maggiore autonomia per i veicoli elettrici senza aumentare il peso complessivo.
Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, Lehtimaki afferma che la produzione di queste celle è effettivamente più economica. Le prime batterie si vedranno nel modello Verge TS Pro e, sorprendentemente, l’adozione di queste nuove celle avanzate ha ridotto i costi.
Lehtimaki spiega: “Il costo dei materiali è calato e continua a scendere man mano che altri fornitori acquistano alla velocità con cui noi li vendiamo”.
Donut Lab sostiene che le batterie possano essere caricate completamente in soli cinque minuti, rendendo l’esperienza di ricarica paragonabile a quella del rifornimento di un’auto tradizionale. Per il modello Verge TS Pro, inizialmente, il tempo di ricarica sarà di circa dieci minuti, un notevole miglioramento rispetto ai 1.500 cicli di ricarica che ci si aspetta da una batteria agli ioni di litio standard. Eppure, Donut Lab promette un ciclo di vita fino a 100.000 ricariche, una vera e propria rivoluzione nel settore.
Le batterie Donut, infatti, si potrebbe usare anche come batterie per uso domestico una volta esaurito il ciclo di vita dell’auto; “Il valore residuo della batteria è effettivamente del 100% alla fine della vita dell’auto”, afferma Lehtimaki.
Inoltre, il CEO di Donut Lab segnala altre caratteristiche promettenti. Grazie alla stabilità termica delle nuove batterie, queste possono mantenere quasi tutta la loro capacità anche a temperature estremamente basse, oltre a richiedere meno raffreddamento rispetto ai modelli attuali. Neil Yates, fondatore di Watt Electric Vehicle Company, conferma che non è necessaria alcuna regolazione attiva della temperatura: “Facciamo solo un po’ di gestione dell’involucro in cui si trovano, ma non richiedono un sistema di raffreddamento specifico”.
Le celle delle batterie sono già in produzione in Finlandia, con una capacità iniziale di circa un gigawattora, e Donut Lab è pronto a aprire nuove fabbriche negli Stati Uniti se ci sarà sufficiente domanda da parte dei produttori di auto americani.
Le considerazioni sui materiali impiegati per la produzione delle batterie sono significative; la chemistria utilizzata è priva di materiali problematici, aprendo la strada a una produzione più sostenibile e meno soggetta a regolamentazioni complesse.
Tuttavia, resta da chiarire come Donut Lab abbia affrontato il problema dei dendriti, un difetto intrinseco delle batterie a stato solido che, crescendo dall’anodo al catodo, può causare cortocircuiti. Lehtimaki attribuisce il successo alla dimensione contenuta e agile del suo team: “La squadra più piccola e capace di iterare più velocemente è quella che porta veramente all’innovazione”, spiega.
Ci sono voci riguardo a un potenziale legame con un’altra startup finlandese, Nordic Nano, in cui Donut Lab ha investito. Lehtimaki, tuttavia, sostiene che la tecnologia alla base del prodotto è frutto del lavoro interno dei suoi ingegneri, attivi dal 2018.
E infine, mentre alcuni potrebbero essere scettici riguardo alle affermazioni di Donut Lab, il CEO si è impegnato a fornire risultati tangibili e dettagli nei prossimi mesi, creando così un’aspettativa di ottimismo nel settore delle batterie elettriche.
Per chi è interessato a rimanere informato su questi sviluppi, è fondamentale seguire fonti fidate come Electrek, TechCrunch o il sito ufficiale di Donut Lab per aggiornamenti. Questi potrebbero rappresentare il punto di svolta nella transizione verso un futuro più sostenibile e innovativo.
Fonti:
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