eDNA da droni rivela la straordinaria biodiversità nella chioma delle foreste pluviali.
I risultati hanno mostrato che, mentre i campioni d’acqua fornivano una maggiore rilevazione delle specie, i campioni della chioma raccoglievano DNA di gruppi tassonomici non presenti nei campioni acquatici. Questo ha messo in evidenza l’importanza di utilizzare entrambe le tecniche in modo complementare. Schreiber ha commentato: “Questi dati hanno un grande impatto, poiché aiutano a giustificare la creazione di nuove aree di conservazione e a ottenere finanziamenti per esse”.
Kirchgeorg ha notato che il costo della tecnologia e le sfide logistiche potrebbero rappresentare potenziali ostacoli per una futura applicazione su larga scala. Tuttavia, ha espresso speranza sul fatto che il potenziale di questa tecnologia e la ricchezza dei dati forniti possano incentivare il suo utilizzo futuro.
Per ulteriori informazioni, visitare i siti ufficiali come Wilderness International e l’ETH di Zurigo.
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