Effetti e cause dei disordini genetici nella disfunzione mitocondriale spiegati brevemente
Diagnosi e gestione della disfunzione mitocondriale
La diagnosi di disfunzione mitocondriale richiede un’attenta valutazione medica che comprende l’analisi della storia clinica personale e familiare, oltre a esami specifici. I sintomi sono spesso generici e sovrapponibili ad altre malattie, rendendo la diagnosi particolarmente complessa.
Tra i test diagnostici più utilizzati troviamo:
- Analisi genetiche: Identificano mutazioni associate a malfunzionamenti mitocondriali.
- Esami biochimici: Misurano metaboliti come lattato e piruvato, che possono accumularsi in caso di disfunzione.
- Biopsia muscolare: Consente di osservare direttamente i segni di danno mitocondriale nei tessuti.
- Test funzionali: Come il VO2 max o test di resistenza fisica per valutare la capacità energetica del corpo.
Non esiste ancora una cura definitiva per la disfunzione mitocondriale, ma alcuni approcci possono aiutare a gestire i sintomi e migliorare la qualità della vita:
- Farmaci integrativi: Coenzima Q10, L-carnitina e riboflavina possono supportare la funzione mitocondriale.
- Modifiche dietetiche: Una dieta equilibrata, ricca di vitamine e minerali, e in alcuni casi a basso contenuto di carboidrati, può essere di aiuto.
- Attività fisica regolare: L’esercizio migliora la capacità energetica e contrasta la progressione dei sintomi.
- Integratori antiossidanti: Omega-3 e altri antiossidanti possono proteggere i mitocondri dallo stress ossidativo.
- Supporti assistenziali: Nei casi più gravi si possono utilizzare sedie a rotelle o ossigenoterapia.
- Riabilitazione: Terapie fisiche e occupazionali favoriscono il mantenimento della forza muscolare e l’autonomia funzionale.
