Eni punta su innovazione e finanza: 6 miliardi annui nel piano 2026-2030
L’Ad di Eni, Claudio Descalzi, ha presentato il piano strategico 2026-2030, prevedendo investimenti inferiori ai 6 miliardi annui, con una riduzione grazie a efficienza e riorganizzazione del portafoglio. Eni punta a una crescita competitiva, stimando un aumento del CFFO per azione del 14% annuo, con un free cash flow superiore a 40 miliardi nel periodo. La strategia si basa su esplorazione di eccellenza, innovazione tecnologica e diversificazione geografica e di commodity, garantendo stabilità e sostenibilità. L’azienda manterrà un basso indebitamento e rafforzerà la politica di remunerazione degli azionisti con dividendi e riacquisti azionari.
Eni presenta il piano strategico 2026-2030 con investimenti mirati e forte crescita finanziaria
Il CEO di Eni, Claudio Descalzi, accompagnato dal top management, ha illustrato alla comunità finanziaria il piano strategico 2026-2030, che prevede investimenti inferiori a 6 miliardi di euro all’anno, con una riduzione di circa 2 miliardi rispetto al piano 2025-2028. Questa diminuzione è il risultato di azioni di efficienza, attenzione alla focalizzazione e il deconsolidamento di alcune attività. Considerando anche le operazioni di portafoglio, gli investimenti netti si assesteranno intorno a 5 miliardi all’anno durante l’intero arco di Piano. Nel 2026, gli investimenti saranno di circa 7 miliardi, in calo del 18% rispetto al 2025, equivalenti a circa 5 miliardi inclusi gli effetti delle operazioni di portafoglio.
L’efficienza degli investimenti e l’elevata qualità del portafoglio di progetti consentiranno a Eni una crescita competitiva. La società prevede che il cash flow da attività operativa per azione (CFFO) aumenterà con un tasso annuo medio del 14% fino al 2030, alimentato dalla crescita di tutti i settori di business e da iniziative volte al miglioramento delle performance e all’efficienza. Con un prezzo medio del petrolio di 70 dollari al barile, Eni prevede un CFFO complessivo di circa 71 miliardi nel periodo di piano. Un programma di investimenti rigoroso genererà un free cash flow superiore a 40 miliardi, che sale a oltre 45 miliardi includendo il contributo delle operazioni di portafoglio. Questi risultati porteranno a un ritorno sul capitale investito operativo (ROACE) di circa il 13% entro il 2030.
Claudio Descalzi ha sottolineato come la coerenza strategica rappresenti un fattore chiave in uno scenario di mercato incerto e volatile. L’eccellenza nell’attività esplorativa, la capacità di realizzare progetti e le tecnologie all’avanguardia saranno alla base della crescita sostenibile di Eni. I progetti in sviluppo assicurano una crescita della produzione tra le più elevate del settore, con un mix di volumi e valore che garantirà cash flow sempre più elevati, flessibilità nell’esecuzione e rendimenti maggiori nell’upstream.
Il piano prevede inoltre una diversificazione geografica, tecnologica e di commodity, che riduce i rischi e garantisce sicurezza degli approvvigionamenti e sostenibilità ambientale. I business legati alla transizione energetica, unici nel settore per la loro autonomia e sostenibilità finanziaria, offriranno supporto alla crescente domanda energetica. Grazie a una gestione disciplinata del capitale, Eni si aspetta di generare un free cash flow pari a circa il 70% della sua attuale capitalizzazione con un livello di indebitamento contenuto tra il 10 e il 15%. La politica di dividendi vedrà un aumento del 5% a 1,10 euro per azione nel 2026, accompagnato da un programma di riacquisto azionario da 1,5 miliardi, con possibilità di aumentarlo in caso di performance o scenari migliori. Per eventuali prezzi del greggio particolarmente elevati, Eni distribuirà il 100% del cash flow addizionale sotto forma di dividendi straordinari.
Eni presenta il Piano Strategico 2026-2030: Investimenti Efficienti e Crescita Sostenibile
Claudio Descalzi, Amministratore Delegato di Eni, insieme al top management della società, ha illustrato il nuovo Piano Strategico 2026-2030 alla comunità finanziaria, mettendo in evidenza una riduzione degli investimenti annui sotto i 6 miliardi di euro. Questo risultato è frutto di una maggiore efficienza operativa, di una selezione più mirata delle attività e del deconsolidamento di alcune iniziative. Considerando anche le operazioni di portafoglio, gli investimenti netti diminuiranno a circa 5 miliardi l’anno. Per il 2026 si prevede una spesa in investimenti pari a 7 miliardi, con una riduzione del 18% rispetto all’anno precedente, che si traduce in circa 5 miliardi se si includono gli effetti degli scambi di portafoglio.
L’aumento previsto del Cash Flow From Operations (CFFO) per azione, stimato in crescita media annua del 14% fino al 2030, rappresenta un segnale positivo per la competitività di Eni. Tale incremento sarà alimentato dalla crescita di ciascun settore di business, supportato inoltre da programmi mirati di miglioramento delle performance e da interventi volti a incrementare l’efficienza operativa. Il CFFO complessivo, partendo da 11,5 miliardi nel 2026 con il prezzo del greggio posizionato a 70 dollari al barile, raggiungerà circa 71 miliardi entro la fine del piano. Questi risultati, congiunti a una rigorosa gestione degli investimenti, permetteranno una generazione di free cash flow superiore a 40 miliardi, o oltre 45 miliardi includendo le operazioni di portafoglio, rafforzando così la solidità finanziaria del gruppo.
Il management di Eni sottolinea che la crescita produttiva sarà guidata da una selezione accurata di progetti in corso di sviluppo, combinando volumi e valore. Questo consentirà flussi di cassa in aumento e offrirà una significativa flessibilità nell’esecuzione delle attività, con un miglioramento dei rendimenti nell’upstream. Al tempo stesso, la diversificazione geografica, delle commodity e delle tecnologie adottate contribuisce a minimizzare i rischi e a garantire la sicurezza degli approvvigionamenti. I settori legati alla transizione energetica continueranno ad affermarsi come business autonomi, autofinanziati e sostenibili, rispondendo efficacemente alla crescente domanda di energia e offrendo ritorni importanti per gli azionisti.
La solidità finanziaria sarà mantenuta anche attraverso una rigorosa politica di allocazione del capitale, che mira a generare un free cash flow pari a circa il 70% della capitalizzazione di mercato attuale, mantenendo un basso livello di indebitamento con un gearing tra il 10 e il 15%. Il piano prevede inoltre un aumento del dividendo nel 2026 a 1,10 euro per azione, con un incremento di circa il 5%, accompagnato da un programma di buyback iniziale da 1,5 miliardi. Un’ulteriore espansione delle azioni di riacquisto azionario potrà essere attivata per distribuire il 60% del cash flow incrementale in caso di risultati o scenari migliori, mentre per prezzi del greggio particolarmente elevati, Eni distribuirà il 100% del cash flow aggiuntivo in dividendI straordinari, confermando quindi un impegno concreto verso gli azionisti.
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