Età ideale per la sostituzione del ginocchio: quando è consigliata?

Età ideale per la sostituzione del ginocchio: quando è consigliata?

Qual è l’età ideale per l’intervento di protesi al ginocchio?

L’intervento di protesi al ginocchio è una soluzione ampiamente utilizzata per alleviare il dolore e migliorare la mobilità in pazienti con gravi problemi articolari, come l’artrosi avanzata. Una delle domande più comuni riguarda l’età migliore per sottoporsi a questa operazione. Non esiste una risposta univoca, poiché la scelta dipende da molteplici fattori individuali, tra cui lo stato di salute generale del paziente, il grado di usura dell’articolazione e il livello di attività fisica.

In linea generale, la maggior parte degli interventi di protesi al ginocchio viene eseguita su pazienti tra i 60 e i 80 anni. Questa fascia di età presenta spesso un’usura dell’articolazione tale da giustificare l’intervento. Tuttavia, con l’aumento dell’aspettativa di vita e la diffusione di stili di vita più attivi, si assiste a un numero crescente di casi in cui la chirurgia viene proposta anche a soggetti più giovani.

L’età non rappresenta quindi un limite rigido. I progressi tecnologici e le nuove tecniche chirurgiche hanno reso possibile l’esecuzione di protesi anche su pazienti tra i 50 e i 60 anni, soprattutto quando il dolore limita significativamente la qualità di vita e le terapie conservative risultano inefficaci. L’importante è valutare con attenzione il carico che la nuova protesi dovrà sopportare nel tempo, poiché le protesi hanno una durata limitata e potrebbero richiedere una revisione negli anni successivi.


Fattori da considerare oltre all’età

È fondamentale analizzare diversi aspetti prima di decidere il momento giusto per sottoporsi a una protesi al ginocchio, più che fissarsi su un’età ideale. Tra questi:

  • Stato di salute generale: condizioni come diabete, obesità o problemi cardiovascolari possono influenzare la tempistica e la sicurezza dell’intervento.
  • Livello di dolore e mobilità: si valuta quanto il dolore influisce sulla vita quotidiana e quali limitazioni motorie sono presenti.
  • Attività fisica e stile di vita: pazienti attivi potrebbero beneficiare di protesi più resistenti, ma devono sapere che alcune attività ad alto impatto potrebbero essere sconsigliate.
  • Durata prevista dell’impianto: oggi le protesi arrivano a durare anche più di 15-20 anni, ma la probabilità di dover effettuare una seconda operazione aumenta se l’impianto viene inserito molto precocemente.

Per questi motivi, lo specialista ortopedico effettua visite specifiche, esami radiologici e valutazioni della funzionalità articolare. Il confronto con fisioterapisti e altri specialisti può aiutare a definire il momento più appropriato per l’intervento.


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