Farmaci veterinari, costi in crescita e nodi sull’accesso
Molti principi attivi, dagli antibiotici ai diuretici, sono impiegati sia in medicina umana sia veterinaria, ma con dosaggi, formulazioni e modalità di somministrazione differenti. L’uso improprio di un farmaco “umano” su un animale può comportare effetti collaterali e complicazioni cliniche. In situazioni particolari, e in assenza di alternative specifiche, il veterinario può valutare l’impiego di compresse o gocce destinate all’uomo. Marco Melosi, presidente di Anmvi, ricorda inoltre che, qualora un prodotto non sia disponibile in Italia, è possibile ricorrere a farmaci reperibili in altri Paesi dell’Unione europea.
Sul fronte fiscale, resta la possibilità di detrarre le spese veterinarie oltre la franchigia di 129 euro, fino a un tetto massimo di 550 euro, con un beneficio che può arrivare a circa 80 euro. Per il 2024 è stato inoltre previsto un contributo dedicato agli over 65 con Isee inferiore a 16.215 euro, misura pensata per sostenere le fasce più fragili.
