Femmicidio a Mileto: Pasquale Calzone uccide Assunta e si suicida. Una tragedia inaccettabile.
Dai primi accertamenti è emerso che Pasquale Calzone era un appassionato di armi, e la pistola utilizzata per il drammatico gesto era regolarmente detenuta. Questo particolare ha sollevato interrogativi sulla natura del conflitto in atto tra i due, un contesto di tensione che, secondo gli investigatori, avrebbe caratterizzato la loro relazione negli ultimi mesi. Calzone e Currà avevano un figlio adulto che vive lontano dalla Calabria, e questo potrebbe aver contribuito all’aggravarsi della situazione.
La vita di Assunta Currà dopo la separazione era complicata. La donna aveva cercato di ricostruirsi una vita autonoma, spostandosi inizialmente in Toscana, presso la sorella, e poi tornando a Mileto per completare un trasloco in una nuova abitazione. Questi cambiamenti, purtroppo, portano spesso a tensioni familiari irrisolte, che possono sfociare in episodi drammatici come questo.
Un incontro fatale
Il tragico evento si è verificato durante quello che doveva essere un incontro pratico tra i due, dove Assunta era andata per recuperare alcuni effetti personali. Secondo le prime testimonianze, la visita si è trasformata in una lite violenta, che ha portato Pasquale Calzone a usare l’arma contro la moglie e poi contro se stesso. Questo schema di conflitto familiare culminante in violenza estrema è purtroppo un copione già visto troppe volte nella cronaca italiana.
