Fiume Amazon in calo: conseguenze all’impianto idroelettrico di Belo Monte. Realtà da affrontare.

Fiume Amazon in calo: conseguenze all’impianto idroelettrico di Belo Monte. Realtà da affrontare.

Fiume Amazon in calo: conseguenze all’impianto idroelettrico di Belo Monte. Realtà da affrontare.

L’impatto del cambiamento climatico sulle centrali idroelettriche in Amazzonia

Ricerche recenti mettono in guardia su come il cambiamento climatico possa ridurre la capacità di generazione delle centrali idroelettriche nell’Amazzonia fino al 40%. Tra le più vulnerabili si trova la controversa centrale di Belo Monte, sia per la sua posizione che per il design. I ricercatori e i regolatori affermano che fare affidamento sui dati storici del flusso dei fiumi non è più sostenibile, dato che le siccità si intensificano e i modelli di pioggia cambiano. L’operatore di Belo Monte sostiene che l’impianto è strategico per la sicurezza energetica del Brasile, nonostante i crescenti rischi climatici.

Vulnerabilità delle centrali idroelettriche

Le più grandi centrali idroelettriche dell’Amazzonia brasiliana stanno diventando sempre più vulnerabili al cambiamento climatico, e Belo Monte rappresenta un chiaro campanello d’allarme. Costruita sul fiume Xingu dopo anni di dibattiti riguardanti l’impatto ambientale e l’affidabilità della sua produzione energetica, la mega-diga sta affrontando un problema che la pianificazione ingegneristica non ha potuto risolvere: la scarsità d’acqua.

Secondo due studi principali pubblicati alla fine del 2025 — uno condotto dall’Agenzia Nazionale delle Acque e dei Sanzioni (ANA) e l’altro dall’Ufficio di Ricerca Energetica Federale (EPE) — il cambiamento climatico sta trasformando fondamentalmente i sistemi idrici ed energetici del paese. L’ANA avverte che le centrali idroelettriche nella regione amazzonica potrebbero subire perdite fino al 40% della loro capacità di generazione nei prossimi 20-30 anni se si continua a fare affidamento sui dati storici piuttosto che su proiezioni adattate ai cambiamenti climatici. Il Bacino del fiume Xingu, in particolare, affronterà stagioni secche significativamente più lunghe e intense.


Uno studio pubblicato a novembre 2025 prevede che i flussi massimi dei fiumi potrebbero diminuire fino al 50%, con periodi di secchezza consecutivi che storicamente durano circa 20 giorni, che potrebbero estendersi fino a 40 giorni entro la fine del secolo. Le proiezioni indicano che alcune periodi di asciutto potrebbero durare anche fino a 150 giorni. Durante il picco della stagione secca del 2024, Belo Monte ha generato in media solo 145 MW al giorno, poco più dell’1% della sua capacità totale di 11.233 MW, secondo i dati dell’Operatore Nazionale del Sistema Elettrico del Brasile.

Scenari futuri per l’energia

La gravità delle siccità e il loro impatto sulle dighe dell’Amazzonia non sono solo un’ipotesi futura; sono una realtà di oggi. “Questa performance riflette la siccità più severa registrata in Brasile dal 1950,” ha dichiarato Saulo Aires, coordinatore per il cambiamento climatico all’ANA, a Mongabay. “La realtà idrologica è già cambiata.” Lo studio dell’EPE ha esaminato le conseguenze energetiche di questi cambiamenti e ha trovato che compensare l’affidabilità ridotta dell’energia idroelettrica richiederà investimenti sostanziali in fonti energetiche alternative.

Per costruire un portfolio energetico resistente e a basse emissioni, potrebbero essere necessari 121 GW di capacità aggiuntiva, in particolare nelle tecnologie di stoccaggio, solare e eolica. Anche con costi operativi inferiori, gli investimenti totali potrebbero aumentare del 70%, o 144 miliardi di reais (28 miliardi di dollari), riflettendo l’entità dell’adattamento necessario per mantenere la sicurezza energetica.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *