Fossili di balena di dieci milioni di anni rinvenuti in una spiaggia del Portogallo.

Fossili di balena di dieci milioni di anni rinvenuti in una spiaggia del Portogallo.

Fossili di balena di dieci milioni di anni rinvenuti in una spiaggia del Portogallo.

Importante Scoperta Paleontologica in Portogallo: Scheletri di Balene di Dieci Milioni di Anni

Recenti scavi condotti a nord della spiaggia di Galé – Fontainhas, nel comune di Grândola, hanno portato alla luce due scheletri fossili parziali di balene risalenti a circa dieci milioni di anni fa. La notizia, diffusa attraverso un comunicato dell’autorità locale, sottolinea l’importanza di questa scoperta per la paleontologia in Portogallo.

La Scoperta e il Processo di Esplorazione

Questa scoperta è avvenuta a seguito lavori di scavo conclusi la scorsa settimana, a cui hanno partecipato vari paleontologi sia nazionali che internazionali. L’operazione è stata avviata in risposta alla segnalazione di fossili che erano riemersi a causa della rimobilitazione della sabbia durante le recenti tempeste che hanno colpito la regione.

Come specificato nel comunicato della municipalità, il Comune di Grândola ha prontamente richiesto il supporto del Museo di Lourinhã, un’istituzione con una vasta esperienza nell’estrazione di grandi fossili. Dopo aver ottenuto l’approvazione dalle autorità, è stata formata un’équipe composta da esperti del Museo di Lourinhã, dell’Istituto Dom Luiz (affiliato alla Facoltà di Scienze dell’Università di Lisbona) e del Museo Nazionale di Storia Naturale e Scienze, insieme a tecnici comunali per avviare i lavori di scavo.

“Questa è un’opportunità unica per approfondire la nostra comprensione dell’evoluzione delle balene”, ha affermato il Dr. Antonio Ferreira, paleontologo del Museo di Lourinhã. “Gli scheletri rinvenuti rappresentano una finestra sul passato marino del nostro Paese.”

L’accesso al sito è stato complicato dalle maree, richiedendo un’operazione di scavo, conservazione, imballaggio e trasporto dei fossili assai complessa. Le recenti tempeste avevano esposto una lastra di roccia sedimentaria lunga più di cento metri, appartenente alla Formazione Alcácer do Sal, risalente al Miocene, caratterizzando un ambiente marino poco profondo.

Sull’area sono stati identificati vari fossili marini, tra cui resti di balene, delfini, tartarughe, squali, pesci ossei e addirittura segni di fauna aviare preistorica. Inoltre, è stata accertata la presenza di una variegata fauna di invertebrati, rendendo questa scoperta particolarmente rilevante per gli esperti.

“Questi fossili sono di importanza cruciale per la nostra comprensione della biodiversità del Miocene”, ha dichiarato la Dott.ssa Marta Cruz, direttrice del Museo Nazionale di Storia Naturale e Scienze. “Fondamentale sarà analizzare non solo gli scheletri ma anche l’ecosistema preistorico in cui vivevano.”

Dettagli Sui Fossili e Implicazioni per la Ricerca

I due scheletri di balene appartengono al gruppo Mysticeti, una famiglia che include le attuali balene con fanoni, come la balena grigia e la balenottera azzurra, conosciuta come il più grande animale sulla Terra. Gli esperti ritengono che questi scheletri potrebbero essere tra i più completi di sempre scoperti in Portogallo e tra i migliori esempi a livello europeo.

Uno degli scheletri include un cranio e due mandibole quasi complete, mentre l’altro presenta un cranio quasi intatto assieme a parte delle mandibole e numerose vertebre e costole. La ricchezza di dettagli rende questi scheletri ideali per uno studio approfondito, che permetterà di ottenere informazioni vitali sull’evoluzione di queste balene primitive.

Dalle prime stime, sembra che queste balene potessero appartenere alla famiglia dei Cetotheriidae, un gruppo relativamente abbondante lungo le coste portoghesi dieci milioni di anni fa. Questi dati suggeriscono che l’associazione fossilifera scoperta è di una rilevanza senza precedenti per studiare le faune di vertebrati marini che popolavano la regione durante il Miocene.

Nonostante siano conservati attualmente sotto la custodia delle autorità locali, i fossili saranno trasportati nelle prossime settimane al laboratorio del Museo di Lourinhã. Qui, un’équipe altamente specializzata si dedicherà alla preparazione, conservazione e studio, garantendo il trattamento che un patrimonio di questo tipo richiede.

Al riguardo, si sta preparando un protocollo di cooperazione tra il Comune di Grândola, il Museo dimostrando un impegno nella ricerca e nella divulgazione, con l’obiettivo di coinvolgere la comunità locale e la società in genere.

Per ulteriori informazioni, si possono consultare le fonti ufficiali delle autorità locali e del Museo Nazionale di Storia Naturale e Scienze. Questa scoperta rappresenta un passo significativo nella comprensione dell’evoluzione marittima e della biodiversità del passato, rendendola un tesoro per il patrimonio culturale europeo e per la comunità scientifica globale.

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