Gennaio, prestiti in Italia crescono dell’1,9% rispetto all’anno precedente, secondo Abi

Gennaio, prestiti in Italia crescono dell’1,9% rispetto all’anno precedente, secondo Abi

Gennaio, prestiti in Italia crescono dell’1,9% rispetto all’anno precedente, secondo Abi

Tra dicembre 2024 e dicembre 2025, la raccolta indiretta delle banche è cresciuta di 106,2 miliardi, soprattutto da famiglie e imprese. A gennaio 2026, la raccolta diretta è aumentata del 3,4% su base annua, con depositi in crescita del 3,7% e obbligazioni dell’1,3%. I tassi medi sui prestiti bancari mostrano una leggera variazione, con quelli alle imprese e per l’acquisto di abitazioni in calo rispetto a dicembre 2023. I prestiti a imprese e famiglie sono in crescita da mesi, mentre i crediti deteriorati netti continuano a diminuire, attestandosi all’1,34% dei crediti totali, in netto miglioramento rispetto ai anni precedenti.

Rendimento e dinamiche della raccolta e dei prestiti bancari in Italia a gennaio 2026

Nel periodo tra dicembre 2024 e dicembre 2025, la raccolta indiretta, ovvero gli investimenti in titoli detenuti presso le banche, è cresciuta di 106,2 miliardi di euro. Di questa crescita, 38,6 miliardi sono attribuibili alle famiglie, 17,9 miliardi alle imprese e il resto agli altri settori come imprese finanziarie, assicurazioni e pubblica amministrazione. A gennaio 2026, la raccolta diretta, comprendente depositi da clientela residente e obbligazioni, ha evidenziato un aumento annuo del 3,4%, consolidando la tendenza positiva iniziata agli inizi del 2024. I depositi in tutte le forme sono cresciuti del 3,7% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, mentre la raccolta a medio e lungo termine tramite obbligazioni ha fatto registrare una crescita pari all’1,3%.

Per quanto riguarda i prestiti bancari, nel mese di gennaio 2026 il tasso medio complessivo si è attestato al 3,97%, leggermente superiore rispetto al mese precedente. I tassi sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese sono scesi al 3,49%, mostrando un significativo calo rispetto al 5,45% registrato a dicembre 2023. Anche il tasso medio sui nuovi prestiti per l’acquisto di abitazioni si è mantenuto stabile al 3,47%. Il rendimento dei nuovi depositi a durata prestabilita è arrivato al 2,13%, con un incremento di 184 punti base rispetto a giugno 2022, mese precedente ai rialzi dei tassi BCE.

I prestiti continuano a crescere, registrando un aumento annuo dell’1,9% a gennaio 2026, confermando un trend positivo che si protrae da quasi un anno. L’incremento riguarda sia le famiglie, che vedono una crescita da tredici mesi consecutivi, sia le imprese, in aumento da sette mesi. La raccolta bancaria si mostra dunque sempre più solida e in espansione.

Infine, i crediti deteriorati netti sono scesi a 28,3 miliardi di euro a dicembre 2025, in diminuzione rispetto ai 30 miliardi di settembre 2025 e ai 31,3 miliardi di dicembre 2024. Questo valore rappresenta una significativa riduzione rispetto al picco raggiunto nel 2015, pari a 196,3 miliardi. Il rapporto tra crediti deteriorati netti e crediti totali si è attestato all’1,34% a dicembre 2025, con una tendenza in diminuzione rispetto ai periodi precedenti e ben al di sotto dei valori registrati nel 2015.

Andamento positivo della raccolta bancaria e crescita dei prestiti in Italia

Nel periodo tra dicembre 2024 e dicembre 2025, la raccolta indiretta degli investimenti detenuti presso le banche è cresciuta di 106,2 miliardi di euro, con contributi significativi da parte delle famiglie (38,6 miliardi) e delle imprese (17,9 miliardi), a cui si aggiunge la quota degli altri settori come imprese finanziarie, assicurazioni e pubblica amministrazione. Allo stesso modo, la raccolta diretta, comprendente depositi da clientela residente e obbligazioni, ha registrato a gennaio 2026 un incremento del 3,4% su base annua, confermando una tendenza positiva iniziata all’inizio del 2024.

I tassi medi applicati sui prestiti bancari mostrano un quadro di stabilità con leggere variazioni. Il tasso medio complessivo sul totale dei prestiti è stato pari al 3,97% a gennaio 2026, mentre quello sulle nuove operazioni di finanziamento alle imprese ha registrato una diminuzione al 3,49%. Per quanto riguarda i mutui per l’acquisto di abitazioni, il tasso medio si è attestato al 3,47%. In parallelo, il rendimento dei nuovi depositi a durata prestabilita si è mantenuto intorno al 2,13%, valore inferiore di poco rispetto al mese precedente, ma comunque superiore alla media dell’area euro.

L’andamento dei finanziamenti conferma una crescita costante, con un aumento dell’1,9% su base annua dei prestiti concessi a imprese e famiglie a gennaio 2026. La dinamica positiva sui prestiti alle famiglie perdura da tredici mesi consecutivi, mentre quella verso le imprese si registra ormai da sette mesi, segno di un mercato del credito solidamente in espansione.

Infine, il livello dei crediti deteriorati netti continua a diminuire in modo significativo: a dicembre 2025 ammontavano a 28,3 miliardi di euro, in calo rispetto ai 30 miliardi di settembre 2025 e ai 31,3 miliardi di dicembre 2024. Rispetto al picco massimo raggiunto nel 2015, questo dato evidenzia una contrazione di 168 miliardi, con la percentuale dei crediti deteriorati rispetto al totale che si attesta all’1,34%, molto al di sotto delle soglie critiche di alcuni anni fa.

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