Golden Retriever aiuta un Spaniel ex-allevamento a ritrovare la sicurezza e la felicità.

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La Storia di Ted: Un Cocker Spaniel Alla Ricerca di Amore

Un cocker spaniel che ha trascorso quattro anni rinchiuso in una gabbia, utilizzato per la riproduzione, ha finalmente trovato una casa e sta imparando cosa significa essere amato, grazie all’aiuto del suo compagno Golden Retriever. Questo è il racconto commovente di Ted, un cocker spaniel rosso che ha vissuto un passato di crudeltà e abbandono.

Nei suoi primi anni di vita, Ted non ha conosciuto altro che negligenza e traumi. È stato salvato da un allevatore in Irlanda e, durante quel tempo, non ha mai avuto un nome, una passeggiata o un letto personale, né si è mai divertito con dei giochi. L’assenza di esperienze positive ha segnato profondamente la sua crescita.

La Trasformazione di Ted: L’Arrivo di Buddy

Dopo il suo salvataggio, Ted ha trascorso ben cinque mesi in un rifugio senza ricevere richieste di adozione. La sua storia ha attirato l’attenzione di Nicola McIver, 30 anni, e del suo compagno Mitch Hutchcraft, 32 anni. Non appena Nicola ha visto il suo sguardo spaventato, ha sentito che non c’erano dubbi: doveva adottarlo e dargli l’amore che meritava.

Nicola, proveniente dal Regno Unito, ha dichiarato: “I cani venivano tenuti in gabbie di cemento, trattati come bestiame. I piedi di Ted sono leggermente più grandi e tecnicamente deforme; il veterinario ci ha detto che probabilmente è dovuto a gravi negligenze”.

Ted era l’unico maschio tra i cani salvati, e mentre le femmine avevano accumulato un po’ di esperienza con gli umani, lui non ne aveva affatto. La paura di Ted nei confronti degli umani era estrema: urlava o cercava di nascondere la faccia. Per questo motivo, necessitava di un cane compagno in grado di aiutarlo a guadagnare fiducia. Nicola e Mitch sapevano che il loro Golden Retriever, Buddy, sarebbe stato il compagno perfetto.


Dopo essere stato adottato nel settembre 2025, Ted non ha mai causato problemi ai suoi nuovi proprietari, probabilmente perché era troppo spaventato. Sin dal primo incontro, si è legato istintivamente a Buddy, che ha anche lui quattro anni, trovando conforto nella sua compagnia.

Nicola racconta: “I cani erano gli unici esseri che avevano mai mostrato gentilezza verso di lui, quindi Ted li adorava immediatamente. Per tre settimane, è stato seduto in un angolo, osservandoci in silenzio, prima di osare muoversi. Ma Buddy è diventato la sua ancora in quei giorni iniziali”.

“Ted era terrorizzato dall’interazione umana, così lo abbiamo lasciato fare al suo ritmo. Buddy è diventato il suo punto di riferimento, e Ted osservava ogni suo movimento e lo imitava. Non ci sono stati grandi eventi di cambiamento: solo piccoli momenti di avvicinamento, rilassamento quando Buddy era vicino, sollevamento del muso invece di nascondere la faccia. Quei momenti minori significavano tutto per noi”.

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