Google impugna la sentenza sulla sua presunta posizione di monopolio nei motori di ricerca.
Il verdetto del giudice e le sue implicazioni
Il giudice federale Amit Mehta, con sede a Washington, ha stabilito nel 2024 che Google ha mantenuto un monopolio illegale sui “servizi di ricerca generali” e sulla “pubblicità testuale di ricerca generale”. Mehta ha constatato che Google ha privato in modo anticoncorrenziale i rivali di una competizione leale, stipulando contratti esclusivi con produttori di telefoni e browser per rendere i suoi prodotti di ricerca quelli predefiniti. Il risultato è stato un monopolio duraturo che ha portato i suoi “partner a concludere che passare a fornitori di ricerca predefiniti non è finanziariamente fattibile per paura di sacrificare centinaia di milioni o miliardi di dollari in ricavi provenienti da Google”, ha scritto Mehta. “Queste sono aziende Fortune 500, e non hanno altre opzioni se non Google.”
Tuttavia, Mehta non ha seguito completamente le aspettative del DOJ nelle sue decisioni in merito ai rimedi, rifiutando di smembrare l’azienda richiedendo la vendita del suo browser Chrome, che il governo sosteneva fosse un punto chiave per la distribuzione dei servizi di ricerca. Ha ordinato invece all’azienda di condividere le informazioni di ricerca con i concorrenti, in modo da aiutarli a guadagnare una posizione nel mercato e ripristinare la concorrenza per i servizi di ricerca.
