Guinea inizia le esportazioni di minerale di ferro da Simandou: aspettative e timori.

Guinea inizia le esportazioni di minerale di ferro da Simandou: aspettative e timori.

Il carico rappresenta anche un gesto simbolico, in quanto include minerale estratto da ciascuno dei due consorzi coinvolti. Simfer, una joint venture tra il gigante anglo-australiano Rio Tinto e diverse aziende cinesi, tra cui il produttore statale di alluminio Chinalco, è uno dei consorzi. L’altro, il Winning Consortium Simandou, è parzialmente di proprietà di investitori di Singapore ma dominato da interessi cinesi.

Il governo guineano detiene una quota del 15% in entrambi i progetti, nonché in una joint venture separata per costruire e gestire le strutture portuali e ferroviarie necessarie per l’esportazione del minerale. Questo sviluppo pone il 2026 come l’inizio di una nuova era, con il governo di Doumbouya che promette una trasformazione per il paese.

Impatti ambientali e sociale

Le operazioni minerarie comportano rischi ecologici significativi. Ambienti naturali come quelli delle aree di Kérouané e Beyla hanno subito impatti negativi, tra cui l’erosione causata dal lavoro dell’azienda sulle vie d’acqua. Le comunità locali segnalano anche la contaminazione delle risorse idriche e effetti negativi sull’agricoltura. La fauna selvatica, come i chimpanzé, ha subito danni da esplosioni e deflusso dalle opere ferroviarie in sviluppo.

Un’indagine condotta l’anno scorso ha dimostrato la contaminazione di campioni d’acqua e suolo prelevati vicino a Simandou. L’ONG Advocates for Community Alternatives ha assistito le comunità a contestare la certificazione ambientale del Winning Consortium Simandou davanti alla Corte Suprema della Guinea. Mentre lo sviluppo della miniera avanza rapidamente, questo caso legale si è mosso lentamente, con l’avvocato principale costretto a lasciare il paese a causa di minacce.


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