Il dramma dell’intelligenza artificiale: Dr. Jill Lepore esplora le paure verso lo Stato Artificiale.
Dr. Jill Lepore: Il suo Nuovo Libro sulla Storia degli Stati Artificiali
Oggi parliamo con la professoressa di Harvard e scrittrice del New Yorker, Dr. Jill Lepore, riguardo al suo nuovo libro The Rise and Fall of the Artificial State, in uscita il 25 agosto. Jill è conosciuta per la sua capacità di identificare modelli istituzionali nella storia, e il suo libro si allinea perfettamente con i temi del nostro programma, Decoder.
Misurare e Semplificare la Complessità Umana
Jill sostiene che la costruzione di sistemi richiede la misurazione e la quantificazione delle informazioni, trasformando le preoccupazioni umane in dati artificiali. Questa tesi sottolinea come la misurazione sistematica possa essere un atto disumanizzante, contribuendo alla creazione di strutture artificiali che influenzano vari ambiti, dalla tecnologia alla politica.
Le sue osservazioni suggeriscono che i giganti della tecnologia e i loro leader miliardari hanno fatto sì che l’idea stessa di stato venisse distorta. Non si tratta solo di una questione di app o intelligenza artificiale, ma di una trasformazione profonda della governance e della società. Jill chiarisce che le strutture artificiali toccano ogni aspetto della nostra vita, dal modo in cui ci informiamo, a come partecipiamo al processo politico.
Un’Analisi Critica della Decadenza Democratica
In un’intervista, Jill ha menzionato la sua intenzione di scrivere un libro “un po’ scoraggiante”, ma la sua analisi appare come un esame chiaro degli sviluppi tecnologici e sociali che ci hanno portato a un momento in cui le macchine forniscono le informazioni che usiamo per prendere decisioni importanti. La sua idea di stato artificiale parte dalla misurazione e dalla quantificazione, dai primi censimenti a inizi del ‘900 fino all’invasione dei dati nelle campagne politiche moderne.
Secondo Jill, l’era in cui viviamo è caratterizzata dall’emergere di una cultura della Silicon Valley che ha reso possibile la micro-targetizzazione pubblicitaria, il che ha problematici e profonde implicazioni per la nostra democrazia. Le campagne politiche ora possono fare affidamento più su dati elaborati che su interazioni reali con il pubblico, riducendo le relazioni umane a numeri e algoritmi.
