Il linguaggio del corpo del cane: cosa ci vuole dire davvero?
La coda è forse il segnale più conosciuto, ma anche uno dei più fraintesi. Non basta osservare se scodinzola: conta come lo fa.
Una coda che si muove lentamente e in modo ampio indica rilassamento. Uno scodinzolio veloce e rigido, invece, può segnalare agitazione o nervosismo. Una coda alta e rigida è spesso associata a sicurezza e dominanza, mentre una coda bassa o tra le zampe indica paura.
Anche la posizione a riposo è importante: una coda naturale e morbida segnala benessere, mentre una costantemente tesa può indicare stress cronico.
Le vocalizzazioni completano il linguaggio corporeo. L’abbaio può avere molti significati: eccitazione, richiesta di attenzione, allarme, frustrazione. Il ringhio, spesso visto negativamente, è in realtà un segnale prezioso: è un avvertimento che precede un possibile comportamento difensivo.
Il guaito o il pianto possono indicare dolore, paura o bisogno di contatto, mentre il brontolio sommesso può comparire durante il gioco o in momenti di lieve disagio.
Un aspetto fondamentale sono i cosiddetti “segnali di calma”, studiati dall’etologo Turid Rugaas. Si tratta di comportamenti come sbadigliare, girare la testa, annusare il terreno, muoversi lentamente o sedersi improvvisamente. Il cane li usa per calmare se stesso e gli altri, evitando conflitti.
Riconoscere questi segnali ci permette di intervenire prima che la situazione degeneri, rispettando i limiti emotivi del nostro compagno.
