Il nuovo Virtual Boy di Nintendo: affascinante da vedere, meno per il gioco.
La Storia del Virtual Boy: Un Viaggio tra Successi e Insuccessi
Il Virtual Boy di Nintendo, nonostante sia stato un fallimento commerciale e critico, è diventato una parte affascinante della storia dell’azienda giapponese. Questo dispositivo, rilasciato nel 1995, è noto non solo per la sua scarsa performance sul mercato, ma anche per il culto che ha sviluppato nel corso degli anni. Le unità originali continuano ad essere vendute a centinaia di dollari sui siti di aste, segno che l’interesse per questo pezzo di retro-gaming non è svanito. I videogiocatori e gli appassionati hanno trascorso anni a mantenere viva la leggenda del Virtual Boy attraverso l’emulazione e creazioni di giochi homebrew.
Nel corso del tempo, pare che Nintendo abbia cercato di far dimenticare l’esistenza di questo sistema, ma con il passare degli anni l’azienda ha cominciato a riconoscerne l’importanza, inserendo riferimenti in titoli come “Super Smash Bros. Melee”, “Tomodachi Life” e “Luigi’s Mansion 3”.
Il Ritorno del Virtual Boy
Guardando al passato, a dispositivi come il Nintendo 3DS e esperimenti più recenti come il Nintendo Switch e Labo, la notizia del ritorno del Virtual Boy come periferica per Switch non sorprende. Rivisitare il suo peggior venditore come un accessorio per il suo sistema più di successo è, in un certo senso, una mossa poetica. Questo nuovo Virtual Boy parla della fiducia di Nintendo, pronta a riconsiderare uno dei suoi più grandi fallimenti e trasformarlo in un’opportunità.
Quando ho provato la nuova versione del Virtual Boy, ho avuto l’impressione che questa fiducia non fosse completamente giustificata. Il design cuffia/supporto è un bellissimo esempio di tecnologia retro, abbastanza comodo da utilizzare. Sebbene sperassi in esperienze visive sorprendenti, le lenti stereoscopiche non mi hanno provocato mal di testa. Ciononostante, la semplicità del gameplay dei giochi del Virtual Boy mi ha fatto sentire come se stessi osservando un’attrazione nostalgica anziché un sistema in grado di intrattenere per lunghi periodi.
La vera potenzialità di questo nuovo accessorio risiede nella sua capacità di ricreare fedelmente alcuni degli aspetti del software originale che avevano funzionato, mitigando al contempo le problematiche che avevano contribuito al suo insuccesso negli anni ’90. Certo, per i cultori della nostalgia retro, può risultare un’experience interessante, ma chi non è un fan potrebbe preferire riattivare il vecchio kit Labo.
Un’Esperienza di Gioco Rinnovata
Essendo una persona che non ha mai provato l’originale Virtual Boy e che spesso trova scomodi i visori VR, sono rimasto sorpreso di quanto bene il nuovo dispositivo si adattasse al mio viso. Il Virtual Boy, progettato per essere posizionato su un tavolo e utilizzato con un controller dopo aver inserito un Nintendo Switch, offre una buona esperienza. A differenza del mio visore Labo di cartone, che lasciava filtrare la luce esterna, il modello in plastica del Virtual Boy riusciva a immergermi completamente nel buio, anche in un ambiente luminoso.
Questa oscurità ha messo in risalto il rosso, personalizzabile con altre tonalità, dello schermo di selezione dei giochi monocromatici mentre esploravo la limitata libreria di titoli 3D. Nintendo prevede di rilasciare entro la fine dell’anno 14 giochi Virtual Boy attraverso il pacchetto di abbonamento Nintendo Switch Online + Expansion Pack, disponibile al prezzo di 50 dollari all’anno per gli account individuali e 80 dollari per i piani familiari. Il primo lotto di giochi sarà disponibile il 17 febbraio, insieme al nuovo dispositivo al prezzo di 100 dollari e alla sua controparte in cartone a 25 dollari.
