Il percorso inaspettato di un fondatore verso Silicon Valley: un vantaggio nell’industria tecnologica.
Presso EF, Young incontra Aaryan Mehta, il suo futuro co-fondatore e CTO. Anche Mehta, di origini indiane ma nato in Belgio, ha visto il suo sogno americano ostacolato dalla pandemia. Dopo aver studiato matematica e informatica a Imperial College London, ha lavorato per Amazon sviluppando intelligenza artificiale per il rilevamento di guasti.
“Avevamo storie simili,” dice Young. “Parla cinque lingue ed è molto tecnico, una persona incredibile, e abbiamo legato subito.” Ancora oggi, i due continuano a vivere insieme nella zona di SoMa a San Francisco, sebbene Young sottolinei che la loro intensa routine lavorativa non comporta particolari problemi. “Negli ultimi giorni, l’ho visto a casa per un totale di 30 minuti.”
Il focus di Interface è chiaro: sfruttare l’IA per rendere più sicure le industrie pesanti. L’azienda compie audit autonomi delle procedure operative, incrociando i dati con le normative per identificare errori che potrebbero mettere in pericolo i lavoratori. Per una delle maggiori compagnie energetiche canadesi, il software di Interface ha rilevato 10.800 errori in sole due settimane. Young sottolinea che quel lavoro manuale sarebbe costato oltre 35 milioni di dollari e impiegato anni.
