Inclusione scolastica: il dirigente deve assicurare standard di qualità secondo la normativa vigente.
Il Ruolo del Piano Didattico Personalizzato
La Nota Ministeriale n. 562/2019 riconosce che «il Piano Didattico Personalizzato (PDP) non deve essere considerato un mero adempimento burocratico, ma un fondamentale strumento di dialogo e cooperazione tra l’alunno e il gruppo classe». Questo approccio è essenziale per promuovere una progettazione inclusiva che coinvolga tutti i membri della comunità scolastica. L’obiettivo è garantire che ogni studente possa apprendere secondo il proprio ritmo e stile, raggiungendo così gli obiettivi educativi prefissati.
La realizzazione del PDP implica una corresponsabilità educativa che coinvolge insegnanti, famiglie e alunni, favorendo un ambiente di apprendimento integrato. È importante sottolineare come il PDP possa diventare un riferimento significativo per le strategie didattiche, personalizzando i percorsi formativi in base alle necessità di ciascun studente.
La Responsabilità del Dirigente Scolastico
Il dirigente scolastico gioca un ruolo cruciale nell’attuazione e nel monitoraggio del diritto all’apprendimento. Secondo il comma 3 dell’art. 25 del D.Lgs. n. 165/2001, il dirigente è responsabile di garantire che ogni alunno abbia accesso a un’istruzione adeguata e di qualità. Questa funzione si traduce in una continua supervisione e valutazione del processo educativo, assicurando che gli insegnamenti siano in linea con le esigenze di tutti gli studenti.
La programmazione educativa, messa in atto dai consigli di classe, deve essere costantemente monitorata e verificata. La C.M. n. 8/2013 segnala che, al termine dell’anno scolastico, il Collegio dei Docenti deve valutare i risultati ottenuti. È quindi fondamentale che il Piano dell’Offerta Formativa (P.O.F.), ora denominato Piano Triennale dell’Offerta Formativa (PTOF), includa un impegno concreto per l’inclusione, risultante da un’attenta valutazione del grado di inclusività della scuola.
