Industrie energivore, Urso: riforme radicali e immediate per salvare il settore in crisi
Il ministro Adolfo Urso ha guidato un tavolo di confronto al Mimit sui dossier europei chiave per le industrie energivore, come CBAM, ETS e i piani d’azione per acciaio, metalli e chimica. All’incontro hanno partecipato rappresentanti dei ministeri e delle principali associazioni industriali coinvolte. Urso ha sottolineato l’importanza di riforme coraggiose e tempestive per difendere la competitività europea, evidenziando la necessità di anticipare l’estensione del CBAM e definire chiaramente i prodotti coinvolti. Ha inoltre ribadito l’importanza di mantenere le quote ETS gratuite oltre il 2034, per sostenere la transizione delle imprese ancora lontane dalla neutralità climatica.
Focus sulle sfide europee per le industrie energivore: interventi e strategie in Italia
A Roma si è svolto un importante tavolo di confronto al Mimit, guidato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy, Adolfo Urso, che ha affrontato i dossier europei cruciali per le industrie energivore. Argomenti centrali sono stati il CBAM, il sistema ETS, le misure di salvaguardia per acciaio e ferroleghe e i Piani d’azione europei per settori strategici quali acciaio, metalli e chimica. Al confronto hanno preso parte rappresentanti dei ministeri coinvolti e delle principali associazioni di diversi settori industriali, tra cui chimica, meccanica, vetro, carta, siderurgia e gomma-plastica, sottolineando l’attenzione e la volontà di collaborare per sostenere le filiere più esposte ai cambiamenti regolatori europei.
Il ministro Urso ha evidenziato come l’Italia abbia svolto un ruolo determinante nel processo di revisione dei dossier europei, costruendo un consenso con altri Paesi attraverso iniziative quali il non-paper sul CBAM e la chimica europea. Ha poi richiamato l’importanza che il 2026 rappresenti un anno di svolta e riforme, auspicando decisioni decise e concrete dalla Commissione Europea per garantire la competitività e la salvaguardia della produzione, soprattutto nei settori automotive e delle industrie energivore. Durante l’incontro il ministro ha condiviso gli esiti dei recenti colloqui a Bruxelles con commissari europei e delegazioni del Parlamento Ue, anticipando che queste tematiche saranno oggetto anche dei prossimi appuntamenti istituzionali europei di febbraio.
Urso ha posto particolare attenzione all’estensione del CBAM ai prodotti a valle, sostenendo la necessità di una maggiore ambizione e di accelerare i tempi, considerando troppo distante la data del 1° gennaio 2028. Ha inoltre indicato l’importanza di definire con precisione i prodotti da includere per proteggere le filiere nazionali e prevenire distorsioni, valutando con prudenza l’integrazione dei rottami ferrosi pre-consumo. Si è richiesto altresì maggiore trasparenza sul funzionamento del fondo temporaneo per la decarbonizzazione e sui meccanismi antielusione del CBAM, mentre per la revisione del sistema ETS si ribadisce la necessità di considerare le prime evidenze sul CBAM e di correggere fenomeni come l’eccessiva volatilità dei prezzi. Il ministro ha infine sottolineato che per alcune industrie energivore la neutralità climatica non è ancora realizzabile e che mantenere le quote gratuite dopo il 2034 rappresenta uno strumento equilibrato per riconoscere gli sforzi compiuti nella decarbonizzazione.
Tra le prospettive future, Urso ha analizzato anche il Piano d’azione europeo per l’industria chimica e l’Industrial Accelerator Act, che mira a promuovere i mercati guida e ad incentivare la preferenza europea verso prodotti di settori energivori come acciaio, cemento verde e automotive. Sul piano nazionale, il ministro ha ricordato che il Mimit sta collaborando con il ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e altri enti per definire il decreto energia. Questo incontro si colloca all’interno di un ciclo di consultazioni avviate dal Mimit con i principali comparti industriali italiani, con l’obiettivo di creare un fronte compatto tra governo, associazioni e sindacati, per spingere l’Europa a muoversi rapidamente e con decisione nel sostegno alle industrie strategiche del Paese.
Strategie e azioni italiane per sostenere le industrie energivore nella sfida europea
Il confronto al Mimit, guidato dal ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso, ha affrontato i dossier europei fondamentali per le industrie energivore, come il CBAM, l’ETS, le misure di salvaguardia per acciaio e ferroleghe, e i piani d’azione europei per acciaio, metalli e chimica. Hanno partecipato delegati ministeriali e rappresentanti delle principali associazioni industriali dei settori più energivori, inclusi chimica, meccanica, vetro, carta, acciaio, ceramica, cemento, manifattura, siderurgia e gomma-plastica. Questi settori, strategici per l’economia italiana ed europea, richiedono risposte coordinate e tempestive per fronteggiare le sfide ambientali e competitive.
Il ministro Urso ha evidenziato che l’Italia ha svolto un ruolo guida nel processo di revisione dei dossier europei, costruendo un consenso che ha promosso l’elaborazione di documenti chiave, come il non-paper sulla revisione del CBAM e quello sulla chimica europea. È stato sottolineato con forza che il 2026 deve segnare una svolta decisiva, con riforme coraggiose e pronte, in grado di rilanciare la produzione europea, specialmente nei settori più vulnerabili. Dal dialogo avviato con Commissari e delegazioni europee, si attendono decisioni concrete e innovative che tutelino la competitività industriale e favoriscano una transizione energetica sostenibile.
Fra le questioni principali emerse, c’è la richiesta italiana di anticipare l’applicazione del CBAM ai prodotti a valle, poiché la scadenza attuale del 2028 viene giudicata troppo distante. Urso ha posto l’accento sulla necessità di definire con precisione il perimetro dei prodotti inclusi, per salvaguardare le filiere e prevenire distorsioni di mercato, prestando particolare attenzione all’eventuale estensione ai rottami ferrosi pre-consumo. Si richiede maggiore trasparenza nell’applicazione dei meccanismi finanziari e antielusione legati al CBAM e una revisione del sistema ETS che riduca la volatilità dei prezzi e riconosca le difficoltà tecniche ed economiche nella decarbonizzazione di certi settori, proponendo il mantenimento delle quote gratuite oltre il 2034.
Inoltre, nell’ambito del Piano d’azione europeo per l’industria chimica e dell’Industrial Accelerator Act, che sarà presto presentato dalla Commissione, si prevede di valorizzare i mercati guida e di sostenere la preferenza europea per i prodotti delle industrie energivore come acciaio, cemento verde e automotive. Sul piano nazionale, il Mimit sta lavorando insieme al ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica e altri dicasteri alla definizione del decreto energia. Questo incontro si inserisce nel ciclo di consultazioni con i comparti industriali, finalizzato a costruire una strategia unitaria che consenta all’Italia di agire come una forza coesa per influenzare le scelte dell’Europa in modo diretto e determinato.
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