La Lega in Lombardia propone una mozione contro il burqa e il niqab nei luoghi pubblici
La Lega Lombarda ha presentato una mozione per vietare burqa e niqab nei luoghi pubblici, inclusi le scuole, sostenendo che questi indumenti sono strumenti di oppressione verso le donne. La proposta mira a promuovere l’integrazione e proteggere i minori, seguendo l’esempio di Belgio e Francia. La Regione Lombardia già ha introdotto divieti simili per motivi di sicurezza, confermati dalla Corte d’Appello e dal Tribunale di Milano. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha legittimato anche divieti di simboli religiosi a scuola, ribadendo che devono essere proporzionati. L’eurodeputata Silvia Sardone ha criticato l’indifferenza di alcune forze politiche verso il tema.
La Lega Lombarda propone norme per vietare il burqa e il niqab nei luoghi pubblici
La Lega Lombarda ha presentato una mozione che chiede alla Giunta Regionale di spingere il Governo e il Parlamento a introdurre normative nazionali per vietare l’uso del burqa, del niqab e di altri indumenti simili in contesti pubblici, comprese le scuole. Il capogruppo regionale Alessandro Corbetta ha sottolineato che tali indumenti rappresentano strumenti di oppressione verso le donne e non possono essere tollerati.
La mozione, firmata per prima dalla consigliera regionale Silvia Scurati, mira anche a estendere il divieto agli ambienti scolastici, con l’obiettivo di proteggere i minori e favorire un’integrazione più efficace. Igor Iezzi, promotore di una proposta simile alla Camera dei Deputati, ha dichiarato che il burqa e il niqab ostacolano la libertà delle donne e sono associati alla costrizione, non alla libertà.
La Regione Lombardia ha già introdotto un divieto di accesso a edifici pubblici per chi indossa indumenti che nascondono il volto, motivato dalla necessità di garantire la sicurezza contro minacce terroristiche e promuovere un ambiente civile basato sulla riconoscibilità. La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha legittimato simili legislazioni in Belgio e Francia, sottolineando che devono essere applicate nell’ambito della legge italiana ed europea, senza discriminazioni.
Silvia Sardone, eurodeputata della Lega, ha evidenziato l’importanza di proteggere i minori dall’uso del velo islamico nelle scuole, definendolo un simbolo di sottomissione che ostacola l’integrazione. Ha anche criticato l’indifferenza di alcune forze politiche, in particolare di sinistra, riguardo a questo tema. La mozione sarà discussa nel prossimo consiglio regionale per valutarne l’approvazione.
Foto: ufficio stampa Lega Regione Lombardia
Divieto del burqa e del niqab: la posizione della Lega Lombarda
La Lega Lombarda ha presentato una mozione che chiede alla Giunta Regionale di sollecitare il Governo e il Parlamento a vietare l’uso del burqa, niqab e altri indumenti simili nei luoghi pubblici, comprese le scuole. Secondo il capogruppo regionale della Lega, Alessandro Corbetta, queste vesti sono considerate strumenti di oppressione nei confronti delle donne e non possono essere tollerate. La mozione, promossa dalla consigliera regionale Silvia Scurati, punta anche a estendere il divieto agli ambienti scolastici per proteggere i minori e favorire un’integrazione più efficace.
Il divieto del burqa e del niqab è stato già introdotto dalla Regione Lombardia nel 2015 con la delibera X/4553, che riguardava l’accesso a edifici pubblici per chi indossava tali indumenti. La motivazione principale di queste misure è stata la necessità di garantire la sicurezza di fronte a minacce terroristiche e promuovere un ambiente civile basato sulla riconoscibilità. La legittimità di tali provvedimenti è stata confermata da varie istanze giudiziarie, che hanno sottolineato l’importanza di applicare le norme in modo equo, senza discriminazioni e nel rispetto delle leggi italiana ed europea.
La Corte Europea dei Diritti dell’Uomo ha legittimato in diverse occasioni il divieto di simboli religiosi visibili, compresi il burqa e il niqab, invocando la neutralità dello spazio pubblico e la sicurezza come motivazioni. Recentemente, nel maggio 2024, la Corte ha supportato il diritto di vietare simboli religiosi nelle scuole, ribadendo l’importanza che tali misure siano proporzionate e giustificate. L’eurodeputata della Lega, Silvia Sardone, ha sottolineato l’importanza di proteggere i minori e ha criticato l’indifferenza di alcune forze politiche verso il tema, in particolare quelle di sinistra.
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