Lacerazione legamento crociato anteriore: sintomi, cura, intervento e tempi di recupero
Trattamento non chirurgico e chirurgico: modalità e riabilitazione
Per pazienti con uno stile di vita classificato a livello III o IV, il trattamento conservativo è indicato e si basa su programmi di fisioterapia mirati a recuperare la mobilità e la forza del ginocchio danneggiato. In alcuni casi, può essere utile effettuare un intervento artroscopico per trattare eventuali lesioni concomitanti della cartilagine o per rimuovere tessuti degenerativi, con un recupero rapido che si misura in settimane.
Nel caso si opti per la chirurgia, solitamente si attende qualche settimana dall’infortunio per consentire una fase di “pre-abilitazione”, dedicata a rinforzare i muscoli che stabilizzano il ginocchio. Questa attesa riduce il rischio di complicanze come l’“artrofibrosi”, ovvero la formazione eccessiva di tessuto cicatriziale che può limitare il movimento articolare post-operatorio.
L’intervento viene programmato idealmente entro cinque mesi dall’evento traumatico. La ricostruzione del LCA viene eseguita in artroscopia e prevede di solito il trapianto di un innesto (autografo) prelevato dal tendine rotuleo o dagli ischiocrurali, poiché il legamento leso non si può semplicemente ricucire a causa della sua scarsa vascolarizzazione e caratteristiche anatomiche. Le tecniche chirurgiche sono personalizzate in base al tipo di lesione e alle condizioni specifiche del paziente.
La ricerca medica sta inoltre indagando l’uso di tecnologie biologiche innovative, come cellule staminali, plasma ricco di piastrine e fattori di crescita, per migliorare la guarigione e la rigenerazione ligamentosa dopo l’intervento.
Il percorso riabilitativo è fondamentale e inizia già prima dell’intervento, con esercizi per rinforzare quadricipiti e muscoli posteriori della coscia. Dopo l’operazione, il recupero completo dell’attività sportiva può richiedere da sei a nove mesi.
Le prime tre settimane sono dedicate a incrementare gradualmente la mobilità del ginocchio, evitando sforzi eccessivi sulla neo-legamento. L’obiettivo iniziale è raggiungere una flessione di almeno 90 gradi e l’estensione completa del ginocchio.
Entro la sesta settimana, il ginocchio dovrebbe aver recuperato completamente la gamma di movimento e si possono introdurre esercizi come la cyclette e lo stepper per rafforzare i muscoli circostanti e mantenere la mobilità.
Nei mesi successivi, l’attenzione si concentra sul recupero della funzionalità articolare pre-infortunio, migliorando forza, agilità e propriocezione (capacità di percepire la posizione dell’articolazione). Tale riabilitazione è guidata da fisioterapisti e chirurghi, bilanciando esercizi progressivi con cautela per evitare sovraccarichi.
