Le balene franche sono a rischio estinzione e nessuno fa nulla per preservarle

Le balene franche sono a rischio estinzione e nessuno fa nulla per preservarle

Questi cetacei si spostano stagionalmente: partoriscono nelle acque del sud-est degli Stati Uniti e poi migrano verso nord per alimentarsi. Come osservato da Gib Brogan di Oceana, il numero più alto di cuccioli è un buon segnale, ma non basterà senza un rafforzamento concreto delle normative di tutela.

Il governo americano ha introdotto una moratoria su alcune leggi che avrebbero dovuto migliorare la protezione delle balene, ma tali misure non risultano sufficienti. La precedente amministrazione Biden aveva ammesso la difficoltà di imporre regole efficaci per ridurre le collisioni, come limiti più rigidi alla velocità delle navi in specifiche zone. Le pressioni dei settori della pesca commerciale e del turismo marittimo hanno rallentato l’avanzamento di regole più severe, e l’attuale orientamento politico sembra favorire maggiormente gli interessi economici rispetto alla salvaguardia dell’ambiente.

Le balene franche hanno già attraversato fasi critiche. Negli ultimi anni, ad esempio, il numero di nascite raramente ha superato quota 20 e nel 2018 non è nato nemmeno un cucciolo. Gli studiosi spiegano che le femmine debilitare o ferite — condizioni spesso causate da reti o urti con imbarcazioni — hanno meno probabilità di riprodursi, aggravando ulteriormente il declino.

Nel Pacifico settentrionale si contano circa 200 esemplari


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