Le donne non si sentono supportate dai partner nella gestione della casa: come fare per non sentirsi sopraffatte
Molte donne raccontano di non sentirsi sufficientemente supportate dai partner nelle faccende di casa e nella cura della famiglia. I dati confermano che la disparità nel lavoro domestico persiste, ma esistono strategie concrete per migliorare l’equilibrio nei compiti quotidiani.
Un carico domestico ancora sbilanciato
I numeri mostrano che, nonostante i cambiamenti sociali, la distribuzione delle mansioni domestiche rimane largamente sbilanciata. In Italia, le donne trascorrono quotidianamente circa cinque ore in attività di cura non retribuite – come pulizie, cucina e assistenza a figli e anziani – contro poco meno di due ore dedicate dagli uomini ogni giorno.
A livello globale, le donne dedicano in media 2,8 ore al giorno in più degli uomini a lavoro domestico e di cura non pagato. Inoltre, in molte famiglie la quasi totalità delle donne si occupa almeno di un compito di cura ogni giorno, mentre la quota di uomini impegnati in questo lavoro resta sensibilmente inferiore.
Percezioni e realtà quotidiana
Secondo diverse indagini, circa il 63% delle donne dichiara di svolgere più del proprio “dovuto” in attività domestiche, contro circa il 32% degli uomini che ammette di contribuire meno di quanto dovrebbe. Solo una minoranza percepisce una divisione dei compiti veramente equilibrata tra partner.
Questa disparità è accentuata anche nella cura dei figli: quasi il 96% delle donne si occupa regolarmente di portare i figli alle visite mediche o di assisterli in caso di malattia, contro circa l’82% degli uomini.
Perché nasce il divario e come riconoscerlo
Le radici della disuguaglianza nel lavoro domestico spesso affondano nelle norme sociali tradizionali che associano alla donna il ruolo principale di caregiver e organizzatrice della casa. Queste aspettative culturali possono influenzare anche la percezione interna alla coppia: molte donne avvertono un carico troppo pesante, mentre i partner maschili percepiscono di “fare abbastanza”, anche quando i numeri raccontano un’altra storia.
Riconoscere la dimensione del problema è il primo passo: tenere traccia di quanto tempo si dedica a compiti domestici e di cura può aiutare a visualizzare e quantificare il carico reale, spesso invisibile ma estremamente significativo.
Strategie per riequilibrare i compiti
➤ Parlare apertamente: confrontarsi con il partner in modo chiaro e non accusatorio sulle aspettative e sulle difficoltà quotidiane può facilitare una distribuzione più equa dei compiti.
➤ Pianificare insieme: creare una lista settimanale delle attività domestiche e dividerla in modo condiviso segnala rispetto reciproco e responsabilità.
➤ Coinvolgere i figli: anche i più giovani possono contribuire con piccoli compiti adeguati alla loro età, promuovendo responsabilità e autonomia.
➤ Valutare il tempo libero: confrontare quanto tempo ciascuno dedica a lavoro retribuito, cura domestica e svago può aiutare a capire dove intervenire per riequilibrare gli sforzi.
Una sfida culturale e quotidiana
La disparità nel contributo al lavoro domestico non è solo una questione di equità individuale, ma ha impatti su carriera, benessere e relazioni. Ridistribuire responsabilità e tempo non significa solo alleggerire il carico di una persona, ma costruire una convivenza più equilibrata e sostenibile. Comunicazione, consapevolezza e impegno reciproco sono strumenti chiave per cambiare una dinamica che, se non riconosciuta e affrontata, rischia di pesare su intere famiglie.
