Legislatori di New York propongono una pausa di tre anni per i nuovi data center.
Negli Stati Uniti, il clima politico attorno alla costruzione dei data center si intensifica. La legge proposta dai legislatori di New York mira a sospendere per almeno tre anni i permessi necessari per la creazione di nuove strutture dedicate all’archiviazione e gestione dei dati. Con New York che si unisce ad altri cinque stati nel prendere in considerazione questa moratoria, l’attenzione si concentra sugli effetti che i data center possono avere sulle comunità locali e sulle bollette energetiche per i cittadini.
Preoccupazioni crescenti sulle comunità locali
Quando le aziende tecnologiche annunciano piani per investire enormi risorse nell’infrastruttura basata sull’intelligenza artificiale, cresce il dibattito sulle conseguenze per le comunità circostanti. Sia i Democratici che i Repubblicani esprimono preoccupazioni riguardo a come i data center possano influenzare la qualità della vita delle persone residenti. Secondo studi recenti, l’installazione di data center è associata a un incremento delle bollette energetiche domestiche. Questo aumento dei costi energetici è uno dei punti critici che ha spinto i legislatori a prendere in considerazione una moratoria sulle nuove costruzioni.
Tra i critici di questo sviluppo, spiccano figure come il Senatore progressista Bernie Sanders, che ha chiesto un’interruzione a livello nazionale, e il Governatore conservatore della Florida Ron DeSantis, il quale ha messo in guardia sul fatto che i data center potrebbero comportare “bollette energetiche più alte solo per permettere a qualche chatbot di influenzare negativamente i giovani.”
